Lunedì, 24 Settembre 2018
LAMEZIA

Il gip non accoglie
gli ultimi verbali
dei pentiti

medusa, Catanzaro, Calabria, Archivio

Tra i verbali depositati ultimamente dal sostituto procuratore antimafia Elio Romano, nel corso della prima udienza del processo “Medusa” e non accolti dal giudice dell’udienza preliminare Giovanna Mastroianni, in accoglimento alla richiesta dell’avvocato Pino Spinelli, perché acquisiti dopo la richiesta di giudizio abbreviato formulata dagli imputati e quindi inammissibili, ci sono anche quelli di Francesco Vasile, definito dagli investigatori il killer più pericoloso della cosca Giampà, che il 15 novembre scorso ha scelto di diventare collaboratore di giustizia dopo il suo arresto a Novara. In cinque "esecuzioni" avrebbe svolto il ruolo di killer, in altre due quello di fiancheggiatore recuperando gli autori con un'auto. Nei verbali presentati dal sostituto procuratore della Dda che ha coordinato, insieme al procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, l’intera operazione che lo scorso 28 giugno portò all’emissione di 36 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti appartenenti e affiliati alla cosca “Giampà”, e che dal 9 dicembre scorso sono sotto processo, non parla degli omicidi commessi e di quelli ai quali ha partecipato come spalleggiatore, ma di ciò che svolgeva all’interno del clan mafioso di appartenenza e di come «gli uomini della cosca lo ritenevano capace di azioni delittuose di tipo omicidiario», poiché, spiega agli inquirenti che lo interrogavano, «in passato aveva perpetrato diverse rapine a mano armata, che venivano sempre effettuate nell’ambito della cosca Giampà».

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