Domenica, 23 Settembre 2018
S. CALOGERO (VV)

Donna soffocata durante
rapina, in 3 a giudizio

isabella raso, Catanzaro, Calabria, Archivio
grillo zinnà todarello

Saranno processati con il rito abbreviato i tre imputati dell’omicidio di Isabella Raso, la 50enne di San Calogero trovata priva di vita il 15 luglio 2011. La donna fu rinvenuta cadavere all’interno della propria abitazione di via Alvaro a San Calogero e, secondo la ricostruzione degli inquirenti, è rimasta vittima di una rapina finita in tragedia. E proprio con l’accusa di concorso in omicidio e concorso in rapina, il 6 marzo davanti al gup dovranno comparire Domenico Grillo, 23 anni, Luigi Zinnà di 27 anni e Francesco Todarello, 47 anni. Ad avanzare la richiesta di abbreviato – che prevede lo sconto di pena pari ad un terzo in caso di condanna – sono stati gli avvocati Piero Chiodo per Grillo, Francesco Muzzopappa per Zinnà e Patrizio Cuppari difensore di Todarello. In precedenza, il pm Vittorio Gallucci, ritenendo evidenti le prove raccolte e saltando per questo l’udienza preliminare, aveva ottenuto per gli imputati il giudizio immediato dinanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro. La scelta delle difese di optare però per il rito abbreviato comporta la celebrazione del processo «allo stato degli atti» ed a porte chiuse, dinanzi al gup di Vibo, Gabriella Lupoli. Secondo la ricostruzione accusatoria, durante la rapina sarebbe stata tappata la bocca alla Raso con della stoffa per impedirle di chiedere aiuto. Un gesto che però le ha causato la morte per soffocamento. Gli inquirenti sono quindi riusciti a risalire a Domenico Grillo attraverso l’esame del dna comparato con le tracce di materiale organico rinvenuto sulle unghie della vittima. In particolare, l’attività di repertamento –sviluppata parallelamente sulla scena del crimine dai carabinieri della sezione investigazioni scientifiche (Sis) del comando provinciale con il supporto del medico legale – ha messo in condizione il Ris di Messina di estrapolare da un prelievo sull’unghia della vittima un profilo di dna maschile. Gli esiti delle analisi biologiche hanno poi dimostrato che la sostanza biologica rinvenuta apparteneva ad uno degli autori dell’omicidio, graffiato dalla vittima in un estremo tentativo di difesa. L’1 dicembre del 2011 veniva così tratto in arresto Domenico Grillo il quale confessava alpme poi al gip le proprie responsabilità, chiamando in causa anche Luigi Zinnà e Francesco Todarello i quali venivano pure loro raggiunti da un provvedimento restrittivo del gip. I tre si erano introdotti nottetempo nell'abitazione della Raso, che viveva da sola, dalla porta secondaria. Dopo averla immobilizzata ed imbavagliata si erano quindi diretti dirigendosi verso un armadio della camera da letto dove avevano iniziato a rovistare tra gli effetti personali della donna alla ricerca di denaro.

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