Venerdì, 21 Settembre 2018
VIBO MARINA

Il rogo ai lidi
appiccato per
una ritorsione

lidi vibo, Catanzaro, Calabria, Archivio

Chiariti i contorni della notte di fuoco che, tra il 9 e il 10 ottobre scorso, ha avuto come obiettivo due lidi balneari di Vibo Marina. Uno parzialmente danneggiato, l’altro completamente distrutto. Danneggiamento per il quale tre persone sono finite agli arresti domiciliari, così come disposto dal gip Gabriello Lupoli su proposta del pm Vittorio Gallucci. Lunedì compariranno davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia, assistiti dagli avvocati Francesco Muzzopappa (Vacatello), Giuseppe Pasquino e Diego Brancia. A tirare le fila della notte di fuoco a Vibo Marina sono stati i carabinieri della locale Stazione e della Compagnia della città capoluogo. Come già anticipato ieri – secondo quanto emerge dalle indagini, sfociate nell’operazione “Nerone” –  ad appiccare materialmente le fiamme sarebbero stati Alfredo Vacatello, 39 anni, con qualche piccolo precedente per lesioni personali e Andrea Francesco Pugliese, 19 anni, incensurato, entrambi del luogo. E di Vibo Marina è anche un terzo giovane – Vincenzo Rubini, di 28 anni – anche lui incensurato, che avrebbe svolto il ruolo di palo. I particolari emersi nel corso dell’attività investigativa sono stati resi noti, ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Comando provinciale dell’Ar - ma. Attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza di uno dei lidi e di alcuni esercizi commerciali della zona, il maresciallo Riccardo Astorina e i suoi uomini – con il coordinamento del cap. Diego Berlingieri, comandante della Compagnia – sono riusciti a risale ai presunti autori dell’incendio allo stabilimento Beach for fun, di proprietà di Cosimo De Pinto e di quello che ha completamente distrutto il lido La Playa, gestito da Davide Pisani e dalla moglie Serena Di Bruni. Un incendio quest’ul - timo che sarebbe stato appiccato per sviare eventuali sospetti, nel senso che reale obiettivo degli attentatori sarebbe stato lo stabilimento di De Pinto. A queste conclusioni sono giunti gli inquirenti i quali, tra l’altro, hanno ricostruito – tramite le immagini e attraverso il controllo dei tabulati telefonici e delle celle agganciate dai telefonini dei tre indagati quella notte – i movimenti delle tre persone riprese quella notte in quella zona.

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