Martedì, 25 Settembre 2018
DECOLLATURA

Duplice omicidio,
fermato imprenditore
ricercato il padre

francesco iannazzo, giovanni vescio, Catanzaro, Calabria, Archivio
francesco iannazzo e giovanni vescio uccisi
E' durato poche ore il giallo del duplice omicidio di Francesco Iannazzo, di 29 anni, e Giovanni Vescio, di 36, entrambi di Lamezia Terme, uccisi ieri in un bar a Decollatura, sulle montagne lametine, in mezzo ad altri avventori. Ai carabinieri è stato sufficiente controllare le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza all'interno ed all'esterno del locale per dare un nome ed un volto ai responsabili. A sparare, secondo l'accusa, sono stati padre e figlio, Domenico e Giovanni Mezzatesta, di 59 e 40 anni, di Decollatura. Il secondo, piccolo imprenditore nel settore dei serramenti in alluminio, è già stato sottoposto a fermo nel corso della notte, mentre il padre, ex vigile urbano nel comune del lametino, viene ancora ricercato dai carabinieri. Tutti e due sono accusati di duplice omicidio in concorso. Tra l'altro, secondo gli investigatori non ci sono subbi sul fatto che a premere il grilletto siano stati entrambi: Domenico avrebbe fatto fuoco cinque o sei volte e Giovanni almeno una volta. Una certezza che secondo quanto si è appreso, nasce dalla visione del filmato registrato nel locale che avrebbe ripreso tutta la scena. Subito dopo, i carabinieri sono andati a prendere Giovanni Mezzatesta e dopo averlo portato in caserma, al termine di un lungo interrogatorio, la Procura di Lamezia ha emesso il provvedimento di fermo. Il padre, invece, non si è fatto trovare dai militari ed ha fatto perdere le sue tracce. Dalla ricostruzione fatta dai carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli e del Comando provinciale di Catanzaro, Iannazzo e Vescio erano già nel locale quando sono arrivati i Mazzatesta. Forse era stato fissato un appuntamento, oppure padre e figlio hanno saputo della loro presenza in paese e sono andati a cercarli. Una volta entrati nel bar, tra i quattro è nata una discussione. Una delle ipotesi su cui si concentrano gli investigatori è che i Mezzatesta accusassero Iannazzo e Vescio di essere gli autori di un attentato dinamitardo compiuto ai danni dell'azienda di Giovanni Mezzatesta alcuni mesi fa. Un'accusa che sarebbe stata respinta dalle vittime, non credute però da padre e figlio che, a quel punto avrebbero cominciato a sparare contro gli altri due uccidendoli. Si tratta, comunque, solo di una delle ipotesi al vaglio dei carabinieri che stanno ancora indagando per accertare con esattezza il movente del duplice omicidio. (ANSA).

 

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