Domenica, 23 Settembre 2018
VIBO VALENTIA

Traslochi sospetti,
procura emette
cinque avvisi

vibo, Catanzaro, Calabria, Archivio
giustizia
La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha emesso cinque avvisi di garanzia nei confronti di un ex consigliere della Provincia di Vibo Valentia Giuseppe Grillone, del Pd poi passato al gruppo misto, della moglie Arianna Catalano, del comandante della polizia provinciale Giuseppe La Fortuna e di un dirigente e di un funzionario dell'ente, Giacomo Consoli e Maria Giovanna Conocchiella. Nei confronti dei cinque vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di falso e abuso. L'inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Michele Sirgiovanni e condotta da finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Vibo Valentia, ruota intorno a due traslochi di suppellettili effettuati dalla polizia provinciale e dal settore dell'Ente diretto da Consoli. Traslochi effettuati dalla ditta "Agar" intestata a Arianna Catalano. Dalle indagini è emerso che nel corso dell'iter di approvazione delle pratiche sarebbero state commesse una serie di irregolarità. Ad esempio i lavori della ditta ed il pagamento da parte della Provincia sarebbero avvenuti prima dell'approvazione della relativa delibera. L'indagine è una "costola" dell'inchiesta principale nata dopo la scoperta di un ammanco di un milione e 300 mila euro dalle casse della Provincia che nei mesi scorsi ha portato all'arresto della dipendente dell'ufficio affari finanziari, che poi si è dimessa, Mirella Currò e del marito Baldessarre Bruzzano. Nel dicembre scorso la Procura di Vibo ha sequestrato la casa di famiglia della coppia, due auto, un motociclo, i conti bancari. Nell'inchiesta sull'ammanco sono indagate altre cinque persone: due nipoti della coppia, Valentina Macrì e Maria Menna, i dirigenti agli Affari finanziari e Affari generali Armanda De Sossi e Antonio Vinci ed il segretario generale della Provincia Francesco Marziali. Dall'inchiesta principale è nata anche un'indagine sulla destinazione di fondi non dovuti ai gruppi consiliari nella quale sono indagate 33 persone, tra le quali componenti la Giunta ed il Consiglio provinciale in carica fino al novembre scorso, quando l'Ente è stato sciolto dopo le dimissioni del presidente Francesco De Nisi.(ANSA)

 

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