Sabato, 22 Settembre 2018
'NDRANGHETA

Confiscati terreni,
due autovetture e
un conto corrente

omicidio campisi, Catanzaro, Calabria, Archivio
omicidio campisi

Due terreni agricoli a Nicotera, due autovetture Fiat Punto ed un conto corrente con pochissimi spiccioli. Questi i beni, appartenuti al defunto narcotrafficante Domenico Campisi, per i quali il Tribunale (sezione misure di prevenzione, presieduto da Antonio Di Marco, a latere i giudici Fabio Regolo ed Anna Rombolà) ha disposto la confisca. Allo stesso tempo, però, i giudici hanno rigettato la richiesta di confisca, disponendo quindi la restituzione ai legittimi proprietari, di due appezzamenti di terreno agricoli, tre fabbricati rurali, tutti nel territorio di Nicotera, più un immobile ubicato su corso Garibaldi, sempre a Nicotera, intestato alla moglie del defunto. Domenico Campisi, legato a doppio-filo al clan Mancuso, è stato assassinato il 17 giugno 2011, all’età di 45 anni, in un agguato consumato lungo la provinciale Vibo-Nicotera. Già coinvolto per narcotraffico nell’indagine denominata “Decollo”, da ultimo sarebbe stato al centro – per come svelato dall’inchiesta della Dda di Bologna “Due Torri connection”–di una delicata trattativa per l’importazione in Italia di 75 chili di cocaina, con partenza dalla Colombia il 20 giugno 2011 ed arrivo al porto di Gioia Tauro il successivo 18 luglio. Il sequestro dei beni a carico di Campisi, per un valore complessivo di 700mila euro, era stato disposto nel febbraio dello scorso anno dopo una richiesta avanzata dalla Dia. Con riferimento ai beni dissequestrati, in accoglimento delle argomentazioni difensive prospettate dagli avvocati Giovanni Vecchio ed Aldo Ferraro, il Tribunale nel suo provvedimento osserva che tali beni sono entrati nel patrimonio familiare di Domenico Campisi negli anni 1990/1994 e dagli atti non è stato possibile effettuare «quell’imprescindibile valutazione incidentale di pericolosità sociale del proposto con riferimento ai momenti temporali delle singole acquisizioni». In sostanza, dall’istruttoria i giudici non hanno ritenuto di avere in mano elementi tali per definire Campisi «socialmente pericoloso sin dal 1990», in quanto dei precedenti di polizia segnalati dalla Dia «solo uno ha avuto un esito processuale » con il processo denominato “Taurus” per il quale però Campisi a metà anni Novanta è stato assolto «per non aver commesso il fatto» dalla Corte d’Assise di Palmi. Oltre a ciò, ad avviso del Tribunale, per quanto riguarda tale parti di beni «le difese hanno fornito elementi sufficienti per ritenere che le acquisizioni patrimoniali segnalate siano state effettuate con redditi leciti». Riguardo invece ai due terreni agricoli – località Tondo e Sant’Irene di Nicotera – un conto corrente bancario e due Fiat Punto, tutti beni intestati alla moglie di Campisi, il Tribunale ne ha disposto la confisca non ritenendo superata la sproporzione con i redditi e ritenendo al contempo non provate le giustificazioni sulla legittima provenienza. Mancherebbero in sostanza allegazioni sulle movimentazioni in uscita dai conti dei libretti o dalle polizze in concomitanza con le date in cui sono stati acquistati i terreni o le autovetture. Non disponendo quindi di elementi per ritenere che l’acquisto di tali beni sia avvenuto con denaro “pulito”, il Tribunale ne ha disposto la confisca.

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