Giovedì, 20 Settembre 2018
VIBO VALENTIA

Op. Ulisse, in 11
ammessi al processo
con rito abbreviato

op. ulisse, Catanzaro, Calabria, Archivio
op. ulisse

  Saranno processati con il rito abbreviato 11 vibonesi coinvolti nell’operazione antimafia della Dda di Milano denominata “Ulisse”. Il gip distrettuale, Simone Luerti, ha infatti ammesso al rito alternativo, che comporta un processo a porte chiuse ed «allo stato degli atti» oltre ad uno sconto di pena di un terzo in caso di condanna, gli imputati che in precedenza ne avevano fatto richiesta. Il giudice ha quindi fissato l’inizio del processo per il 26 marzo. In tale data dinanzi al magistrato compariranno: Umberto Cristello, 46 anni, di San Giovanni di Mileto, residente a Seregno, in provincia di Monza; Michele Cristello, 54 anni, di San Giovanni di Mileto, residente a Giussano (Mb); Fortunato Galati, 52 anni, di San Giovanni di Mileto, residente a Seregno; Francescantonio Mondella, 53 anni, di Francica, alias “U Zozzu”; Michele Silvano Mazzeo, 42 anni, di Comparni di Mileto; Giuseppe Barba, 42 anni, di Sorianello, residente a Bollate (Mi); Salvatore Corigliano, 50 anni, di Mileto, residente a Mariano Comense; Peppino Corigliano, 42 anni, di Mileto; Carmelo Cristello, 41 anni, di San Giovanni di Mileto, residente a Cabiate (Co); Nicola Nicolaci, 38 anni, di Mileto, residente a Giussano; Antonio Staropoli, 46 anni, di Mileto, residente a Cesano Maderno. L’inchiesta della Dda milanse rappresenta di fatto la prosecuzione dell’indagine “Infinito”, condotta nel luglio 2010 contro i “locali” di ‘ndrangheta trapiantati al Nord. Secondo l’accusa, Francescantonio Mondella, fratello dell’ex vicesindaco di Francica, avrebbe fatto da intermediario con le vittime di un’estorsione ammontante a 500mila euro. Ad avviso degli inquirenti, a trattare l’importo della tangente con le vittime, individuate negli imprenditori Pasquale Sessa e Massimiliano Fratea, originari di Francica e titolari di una concessionaria di auto a Giussano, sarebbe stato Michele Silvano Mazzeo. Stando all’inchiesta, dopo l’omicidio del vibonese Rocco Cristello, ucciso a Verano Brianza il 28 marzo 2008, a succedergli nel “locale” di Seregno sarebbe stato prima l’omonimo cugino Rocco e poi Peppino Corigliano. Salvatore Corigliano, invece, sarebbe uno “sgarrista” che avrebbe partecipato al “rimpiazzo” del futuro collaboratore di giustizia Antonino Belnome, presenti pure Peppino Corigliano, il defunto boss di Monasterace, Andrea Ruga, i fratelli Rocco e Francesco Cristello, Francesco Elia e Claudio Formica, gli ultimi quattro collocati nel “locale di Giussano” e che hanno optato per il processo con rito ordinario. Uno “sgarrista” del “locale” di Seregno sarebbe poi Antonio Staropoli, mentre attivi nel traffico di droga sarebbero stati Umberto Cristello, fratello del defunto boss Rocco, Carmelo Cristello e Nicola Nicolaci. Michele Cristello avrebbe invece custodito le armi del gruppo, mentre Giuseppe Barba e Fortunato Galati farebbero parte della ‘ndrina di Antonio Stagno, cognato ma al tempo stesso rivale del defunto Rocco Cristello. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Antonio Porcelli, Francesco Lojacono, Luca Ricci, Gianluca Crusco, Nino Marazzita, Natino Giordano e Costantino Barreca.

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