Sabato, 22 Settembre 2018
LAMEZIA TERME

Riferiva in anticipo
ai Giampà le indagini
delle forze dell’ordine

fedele filadelfio, Catanzaro, Calabria, Archivio
fedele filadelfio

A distanza di un mese dalla prima udienza è ricomparso di nuovo davanti ai giudici della sezione penale in composizione collegiale (Giuseppe Spadaro presidente, Angelina Silvestri e Gustavo Danise) Filadelfio Fedele, finito sotto processo perché indagato nell’ambito dell’operazione Medusa, che nel giugno dello scorso anno portò all’arresto dello stesso imputato con l’accusa di favoreggiamento personale insieme ad altre 35 persone, ritenute dall’accusa affiliate alla cosca Giampà. Fedele è ritenuto dagli inquirenti un tramite attraverso il quale un appartenente alle forze dell’ordine faceva conoscere in anticipo le iniziative giudiziarie e di polizia inerenti misure cautelari personali e/o reali comunicandoli poi agli interessati. Ieri in aula il collegio si è espresso sulla richiesta avanzata nella prima udienza dal suo difensore di fiducia, che aveva chiesto per il suo assistito il rito abbreviato subordinato, richiesta che il tribunale non esaminò in quanto il pubblico ministero non esibì il suo fascicolo riservandosi di farlo pervenire al collegio. Fascicolo che è stato poi trasmesso e allegato agli atti processuali. Ieri l’avvocato in aula è ritornato a riproporre per il suo assistito il giudizio immediato condizionato, che però il collegio non ha accolto, rigettando l’istanza e ammettendo le prove prodotte dell’accusa. Il collegio ha poi rinviato il processo a una altra data con l’escussione di 8 testi, 4 dei quali collaboratori di giustizia. La posizione di Fedele fu stralciata rispetto agli altri imputati del processo Medusa in fase di svolgimento davanti al Gup, in quanto non era stata accolta la richiesta del suo difensore di fiducia, l’avvocato Pino Zofrea, di rito alternativo abbreviato condizionato a un piccolo supplemento probatorio. Il Gup non ritenne necessario questo supplemento e decise di non accogliere la richiesta, trasmettendo gli atti al giudice del dibattimento competente. Nell’udienza di ieri il difensore di Fedele ha riproposto il rito abbreviato subordinato. Richiesta che il Tribunale non ha potuto esaminare appieno in quanto il pm non ha potuto esibire il suo fascicolo riservandosi di farlo pervenire al collegio per la prossima udienza.

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