Sabato, 22 Settembre 2018
DECOLLATURA

Arrestato latitante,
in tasca aveva foto
dell’amico ucciso

decollatura omicidio, Catanzaro, Calabria, Archivio
scalise adamo rotella

Lo ha tradito il solito panino mangiato in un chioschetto, ma ciò che inizialmente ha più attirato l’a ttenzione degli inquirenti è una fotografia che gli hanno casualmente trovato in tasca. È finita poco distante dalla strada statale 280, in contrada Lenza, la latitanza - durata circa un anno - di Daniele Scalise, 28enne di Decollatura che dovrà scontare due anni di reclusione a seguito di due condanne definitive per estorsione. A mettergli le manette intorno ai polsi, ieri a mezzogiorno, sono stati gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, al comando del dott. Rodolfo Ruperti. La ricostruzione dell’a r r esto è stata illustrata ieri mattina dallo stesso Ruperti, dal dirigente dello Sco Angelo Paduano e dal questore Guido Marino nel corso di una conferenza stampa a Catanzaro. Scalise è stato beccato a bordo di un suv Mercedes; con lui, a bordo dell’auto, c’era Davide Adamo, 39 anni, finito in manette per favoreggiamento così come il cugino di Scalise, il trentenne Angelo Rotella, che secondo gli inquirenti faceva da staffetta a bordo di una seconda automobile. I poliziotti sono intervenuti poco distante da un chioschetto, dove Scalise avrebbe avuto l’abitudine di recarsi per mangiare un panino. La presenza di un’auto ci vetta, secondo gli inquirenti, non era affatto casuale: il sistema, secondo gli inquirenti, sarebbe stato adottato in occasione di ogni spostamento del latitante. Che fra l’altro, nonostante fosse alla macchia, si sarebbe permesso un tenore di vita abbastanza elevato. Scalise è stato trovato in possesso di un documento falsificato: c’era la sua foto, ma i dati anagrafici erano quelli del cugino E, particolare curioso, in una tasca del suo giubbotto è stata trovata una foto di Giovanni Vescio, il 37enne ucciso insieme a Francesco Iannazzo lo scorso 19 gennaio all’interno di un bar a Decollatura che risulta di proprietà del fratello di Scalise. Proprio quest’ultimo, Luciano, è indagato per aver partecipato in concorso a quel duplice omicidio, ma secondo gli inquirenti non c’è alcun collegamento nella vicenda con il fratello arrestato ieri, il quale avrebbe portato con sè la foto di una delle due vittime soltanto come gesto di rispetto nei confronti di un amico venuto a mancare. «L’arresto di Scalise – ha commentato il questore Marino – è l’ennesimo risultato ottenuto dalla Squadra mobile di Catanzaro. Questo dimostra che la nostra attenzione su alcuni soggetti è costante». «Da tempo – ha aggiunto da parte sua Ruperti – eravamo ormai sulle tracce di Scalise. Poi abbiamo saputo che aveva l’abitudine di mangiare un panino sempre nel solito posto. Da giorni lo stavamo aspettando e, quando lo abbiamo visto arrivare a bordo di una Mercedes, è scattata l’operazione». L’intervento dei poliziotti coordinati da Ruperti è stato fulminio; nessuno ha opposto resistenza e non avrebbe neanche avuto la possibilità di farlo.

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