Martedì, 25 Settembre 2018
OP. ROCCA NETTUNO

Tonino La Rosa voleva
imporre l’economo

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Non solo danneggiamenti e attentati ai danni dell’amministratore del Rocca Nettuno di Tropea, Giovanni Imparato, ma anche telefonate anonime minacciose: «Stai rompendo i c... Devi fare quello che sai, anzi la cosa migliore, se non vuoi passare brutti guai, è fare le valige e andare via». Un modo come un altro per piegare l’azienda alla volontà della cosca che voleva imporre assunzioni, prolungare contratti a termine, stabilire finanche le mansioni dei dipendenti e chiedere mazzette. Uno spaccato che in precedenza era emerso in tante altre operazioni antimafia coordinate dalla Distrettuale antimafia di Catanzaro e che conferma i grandi interessi delle cosca della ‘ndrangheta sul turismo, in particolare sulle strutture ricettive della Costa degli Dei. Il colpo assestato l’altro ieri al clan La Rosa di Tropea ha portato in carcere il boss Antonio (Tonino) La Rosa, 51 anni (detto Ciondolino), mentre al fratello Francesco di 42 anni, il provvedimento cautelare è stato notificato in carcere. Agli arresti domiciliari, invece, sono finiti Gerardo Piccolo, 41 anni (fedelissimo di Antonio La Rosa) e Giuseppina Costa di 36 anni. A vario titolo rispondono di richieste estorsive ai danni della struttura alberghiera Rocca Nettuno di Tropea e del Garden Resort di Pizzo Calabro. Alcuni di questi reati aggravati dalle modalità mafiose. L’attività d’indagine è stata portata avanti dai carabinieri della compagnia di Tropea in collaborazione con i militari del Comando provinciale sotto il coordinamento dei magistrati della Dda. I fatti accertati sono recenti perché risalgono solo a due mesi fa. Non è un caso che il procuratore Vincenzo Lombardo nel corso dell’incontro con i giornalisti abbia posto l’accento proprio sull’efficacia del lavoro investigativo. «A volte succede – ha detto Lombardo – che la giustizia arrivi tardi, ma questa volta è stata tempestiva visto che le condotte di reato sono riferite fino al gennaio scorso». E in questo contesto le denunce dell’operatore turistico Giovanni Imparato rappresentano un atto di coraggio al punto che lo stesso non si è piegato neanche quando è stato invitato a farsi da parte: «Devi fare le valige e andare via». In merito a questa telefonata anonima dai toni intimidatori lo stesso imprenditore riferiva ai carabinieri che l’1 febbraio 2013, si era presentato all’hotel Rocca Nettuno, Gerardo Piccolo, il cui rapporto di lavoro con la stessa società era cessato a decorrere dal 15 novembre 2012. «Nell’occasione il Piccolo – per come emerge dall’ordinanza in base a quanto riferito dall’imprenditore – voleva definire la sua posizione lavorativa; in sostanza voleva sapere se per la prossima stagione avrebbe lavorato al Rocca Nettuno (una delle strutture più rinomate del litorale) con le funzioni di economo. Nel corso del colloquio l’imprenditore aveva fatto presente a Piccolo che, per l’estate 2013, per motivi legati ai costi, aveva deciso di avvalersi di un solo economo, individuato in Giuseppe Barini. Per tali ragioni aveva proposto al Piccolo di lavorare presso la struttura con un diverso inquadramento, quale impiegato addetto alla contabilità, con stipendio di circa mille euro a fronte dei 2. 300 euro percepiti in precedenza». Sempre in base a quanto emerge dalle indagini, «Piccolo, di fronte a tale proposta – annota il gip – aveva chiesto all’Imparato qualche giorno di tempo per riflettere ». A distanza di qualche settimana, sempre per come riferito dall’amministratore del Rocca Nettuno, lo stesso aveva riferito di avere «avuto modo di incontrare anche Amedeo De Marco e Luigi Romeo, anch’essi ex dipendenti della citata struttura, licenziati il 22 novembre 2012». Anche a costoro aveva «proposto un diverso lavoro presso strutture ubicate all’estero» che non avevano accettato. A distanza di pochi giorni e dopo un ultimo colloquio con Piccolo, invece, Imparato si è presentato ai carabinieri per denunciare il danneggiamento della sua autovettura, la Lancia Delta. Stamane gli indagati saranno sottoposti a interrogatorio di garanzia: Antonio La Rosa (avv. Giovanni Vecchio); Gerardo Piccolo (avv. Sandro D’Agostino e avv. Saverio Simonelli); Francesco La Rosa (avv. Francesco Loiacono e avv. Sandro D’Agostino); Giuseppina Costa (avv. Mario Bagnato)

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