Lunedì, 24 Settembre 2018
VIBO

Minaccia due donne con
un coltello, il Questore
evita l’irreparabile

carlutti, Catanzaro, Calabria, Archivio
carlutti

La situazione si presentava a dir poco drammatica. Così come il prologo anche l’epilogo sembrava viaggiare sul filo della tragedia considerato che nessuno riusciva a rompere le resistenze di un pensionato che, barricato in casa, minacciava il suicidio. Ma prima di rinchiudersi nell’abitazione E. F., sofferente da tempo di problemi di natura psichiatrica, aveva minacciato –e avrebbe anche tentato di colpirle – con un coltello due donne e poi gli agenti della Squadra volante intervenuti e quanti cercavano di avvicinarlo. E allontanando da sè tutti, il sessantenne era così riuscito la sua abitazione – in via Alcide De Gasperi – e a barricarsi dentro, minacciando il suicidio qualora qualcuno si fosse avvicinato. Insomma una situazione delicatissima che appariva senza vie d’uscita. Ma a trovare il passepartout capace di sbloccare l’ingranaggio che, così come la porta dell’abitazione, chiudeva a doppia mandata la mente del pensionato, è stato il questore Angelo Carlutti. Quali parole abbia pronunciato non si sa. Certamente ha parlato il linguaggio del cuore e della comprensione. Il che, unito a una buona dose di sangue freddo e nervi d’acciaio, ha consentito di scrivere un epilogo diverso alla storia di ordinaria follia vissuta ieri mattina in via Alcide De Gasperi. Dalla rabbia contro il mondo intero, allo sfogo. A uno a uno, le parole e i gesti del questore Carlutti, hanno aperto tutti i cassettini della mente del pensionato, ex sportellista in un istituto di credito, celibe, caduto in uno stato di forte depressione, accentuato circa un anno fa dalla morte della madre. Una storia che il sessantenne avrebbe raccontato al Questore il quale, dopo aver allontanato gli agenti in tenuta anti-sommossa – la cui presenza mandava in escandescenze E.F. – non soltanto è riuscito a farsi aprire dal pensionato ma lo ha anche seguito all’interno di casa, solo e disarmato. Con parole rassicuranti ha quindi convinto l’uomo a deporre il coltello e poi a sdraiarsi su un divano. Qui accarezzandolo sulla fronte il dott. Carlutti vinceva ogni resistenza residua spazzata via dallo sfogo liberatorio del pensionato. E mentre tutti fuori aspettavano con il fiato sospeso, il Questore riusciva a convincere E. F. a curarsi e a far entrare in casa personale sanitario e due poliziotti in borghese per controllare la situazione. Ma tutto si è risolto nel migliore dei modi e l’uomo è stato accompagnato in ospedale. Da quanto emerso al mattino (intorno alle 8,45) a fare scattare la molla della follia sarebbe stato lo sguardo di una delle due donne. La situazione era poi repentinamente precipitata, tanto da richiedere l’intervento degli uomini della Squadra mobile i quali, unitamente agli equipaggi della Volante –mentre E. F. sul balcone, brandendo il coltello urlava frasi sconnesse – hanno provveduto a mettere in sicurezza i luoghi per tutelare l’incolumità degli abitanti del posto e dei curiosi. In quei momenti è stata anche valutata l’ipotesi di un’irruzione forzata, tant’è che in via De Gasperi sono stati fatti arrivare i vigili del fuoco e personale del 118 con un’ambulanza. Al contempo, però, i poliziotti avevano cercato in tutti i modi di instaurare con E. F. un dialogo anche allo scopo, eventualmente, di farlo desistere dal commettere gesti estremi. Tentativo non riuscito neppure a un sacerdote particolarmente vicino al sessantenne. Ma nel momento in cui si pensava che l’irruzione fosse l’unica alternativa possibile – tant’è che i poliziotti erano pronti a entrare in azione –in via De Gasperi è arrivato il questore Angelo Carlutti che, prima di avvicinarsi alla porta, aveva tentato un colloquio telefonico con il pensionato.

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