Domenica, 23 Settembre 2018
CROTONE

Operazione contro la
'ndrangheta, 35 fermi

Esercitavano la loro ingerenza in appalti pubblici e subappalti per i lavori sulla statale 106 ed erano interessate anche alle attività legate all'energia eolica e alla bonifica dell'area industriale dell'ex Pertusola Sud, le persone fermate dalla squadra mobile di Crotone e dello Sco, tra le quali due imprenditori. L'operazione ha colpito un nuovo gruppo federato tra i Vrenna - Ciampà - Bonaventura e Megna di Crotone, Farao Marincola di Cirò e Grande Aracri di Cutro, con collegamenti con i Morabito di Reggio Calabria.

Dalle indagini e' emerso inoltre il capillare controllo della cosca nell'attività del trasporto dei componenti delle pale eoliche scaricati e stoccati in una zona del porto di Crotone. La cosca gestiva poi, in regime di monopolio su Crotone, un lucroso traffico di cocaina, eroina e marijuana, con basi logistiche nel quartiere "Gesù" e canali di approvvigionamento nella provincia di Reggio Calabria, con collegamenti con la cosca dei Morabito. Inoltre sono state ricostruite numerose estorsioni poste in essere ai danni di operatori commerciali di Crotone, con l'utilizzo di bottiglie con benzina e cartucce, incendi e danneggiamenti mediante colpi d'arma da fuoco. I proventi delle attività illecite confluivano in una "cassa comune", che veniva suddivisa in cinque parti tra i vari componenti il sodalizio. L'operazione "Old Family", condotta dalla squadra mobile di Crotone e dal Servizio centrale operativo e coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha visto l'impiego di 250 uomini, con l'ausilio di altre squadre mobili, dei Reparti prevenzione crimine Calabria Settentrionale e Meridionale, di unità cinofile e di un elicottero del reparto volo di Reggio Calabria. (ANSA).
Nicolino Grande Aracri, indicato dagli investigatori come uno dei boss della 'ndrangheta del crotonese, si era attivato per imporre la riassegnazione di un medico al servizio 118 dell'ospedale di Crotone. E' quanto emerge dall'inchiesta 'Old family' che ha portato al fermo di 35 persone. Durante le indagini, secondo quanto si è appreso, sono stati intercettati diversi "pizzini" inviati da Grande Aracri ad un altro esponente di vertice della cosca, Gaetano Ciampà, per l'imposizione della riassegnazione del medico. (ANSA).

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