Sabato, 22 Settembre 2018
CROTONE

Scorie industriali:
proscioglimenti definitivi

scorie industriali, Catanzaro, Calabria, Archivio

La Corte di Cassazione ha scritto la parola fine sul procedimento scaturito dall’inchiesta “Black Mountains”. Ieri sera poco prima delle 20, i giudici della Suprema Corte hanno emesso il verdetto dichiarando inammissibile il ricorso proposto dall’Ufficio di Procura avverso la decisione del giudice dell'udienza preliminare di Crotone, Gloria Gori, che il 16 ottobre scorso aveva prosciolto tutti i 45 imputati coinvolti nell'inchiesta. I 45 come si ricorderà erano tutti accusati (con comportamenti anche omissivi), di aver concorso o cooperato alla realizzazione di vaste discariche non autorizzate di rifiuti pericolosi. Questo reato venne dichiarato prescritto dal gup per 16 imputati mentre altri 26 vennero prosciolti da questo capo d’accusa. Agli indagati venivano però contestati dalla Procura anche i gravissimi reati di disastro ambientale e avvelenamento delle acque o degli alimenti. Per la pubblica accusa infatti, tutti gli imputati avevano avuto a vario titolo, responsabilità in quel «disastro ambientale», come lo ebbe a definire il 29 dicembre 2008 il procuratore della Repubblica Raffaele Mazzotta, provocato secondo l’accusa dal presunto illecito utilizzo delle scorie industriali di Pertusola (il cosiddetto Conglomerato idraulico catalizzato) nei lavori di riempimento di piazzali, banchine, parcheggi e cortili di scuole, edifici pubblici e privati nella città di Crotone ma anche a Cutro ed Isola Capo Rizzuto. Ma davanti al gup queste ipotesi non ressero. Il giudice Gori, basandosi anche sulla perizia del Ctu, prosciolse tutti da queste gravi accuse. La decisione del gup venne impugnata dal Procuratore Mazzotta che fece ricorso in Cassazione. Ieri la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, accogliendo le tesi del collegio di difesa composto tra gli altri dagli avvocati: Francesco Laratta, Ercole Cavarretta, Salvatore Iannotta, Arnaldo Tacus, Giovanni Allevato, Francesco Verri, Vincenzo Cardone, Armando Veneto, Alberto Mano. Il procuratore generale aveva invece chiesto l’accoglimento del ricorso e l’annullamento della decisione del gup con rinvio.

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