Martedì, 25 Settembre 2018
LAMEZIA

L’inceneritore
Scordovillo
brucia ancora

scordovillo, Catanzaro, Calabria, Archivio

L'odore acre alla diossina ha dato il buongiorno alla città ieri mattina. Da Scordovillo infatti, così come avviene ormai da anni, è salita la colonna di fumo nero provocata dall'incendio dei rifiuti di ogni genere, anche pericolosi, abbandonati nella discarica a cielo aperto che circonda la baraccopoli dei rom. Tutto ha inizio alle 6.30, quando dalla stradina che costeggia la bidonville, si è levata un'immensa colonna di fumo, visibile da tutta la città. Alle 6.45 i residenti del quartiere hanno allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Caronte che, nel giro di qualche manciata di minuto, sono giunti sul posto con due mezzi pesanti e 8 uomini che hanno provveduto a spegnere le fiamme. Alle 9.30 scatta la protesta. Uno dei residenti, il signor Vincenzo Taverna, torna davanti al tribunale. Torna perchè di sit-in contro il fumo alla diossina di Scordovillo il signor Taverna ne ha fatte tante negli ultimi venti anni. Da quando cioè i rom hanno iniziato a bruciare di tutto e di più all'interno della baraccopoli, producendo quella polvere nera che invade tutto e tutti, e che altro non è che diossina. Ma nessuno, nonostante le promesse, ha mai fatto nulla. Così come non si è dato seguito neanche all'ordine di sgombero emesso dall'ex procuratore della Repubblica Salvatore Vitello: anche in questo caso l'ordinanza è rimasta lettera morta.

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