Mercoledì, 26 Settembre 2018
LAMEZIA

Torcasio non si pente
ma parla lo stesso

torcasio, Catanzaro, Calabria, Archivio

C'è anche Alessandro Torcasio, detto “cavallo”, tra quelli che hanno chiesto di essere interrogati per chiarire la propria posizione in ordine ai reati che sono stati contestati nell'ambito del processo "Medusa", nonché in ordine ai reati che sono stati contestati con l'ordinanza che gli è stata notificata in riferimento agli omicidi di Vincenzo e Francesco Torcasio (detto “u carrà”) e in ordine ad altri reati per i quali, quando fu interrogato, non aveva ancora ricevuto alcun provvedimento.  

Agli inquirenti Torcasio ha ricordato«che prima dell'omicidio di Vincenzo Torcasio, Giuseppe Giampà gli ha fatto visionare alcune pistole presso il suo magazzino della "GT Distribuzione" chiedendogli anche di provarle, anche se lui si è rifiutato di farlo». Rispondendo alla domanda degli investigatori per quanto riguarda l'omicidio di Vincenzo Torcasio, il “cavallo” ha confermato di essere stato lui«a guidare il ciclomotore con il quale ha trasportato il killer Francesco Vasile presso il campo di calcetto dove è stato eseguito l’omicidio », spiegando che sono partiti dal piazzale «antistante casa sua con una macchina di colore blu condotta da Maurizio Molinaro, dopo che Luca Piraina li aveva avvisati della presenza dell’obiettivo sul posto».

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