Martedì, 18 Settembre 2018
LAMEZIA TERME

Ecco come le cosche
“spostavano” i voti

La cosca Giampà, così come emerge dagli atti dell’operazione antimafia “Perseo”, aveva anche «il potere» di condizionare il voto e fare pressioni perché la libera espressione democratica venisse condizionata a favore dei candidati e della coalizione politica che intendeva privilegiare. Del resto lo svela lo stesso Giuseppe Giampà, l’ex padrino diventato collaboratore di giustizia, quando, rispondendo alle domande degli inquirenti, afferma che «per quanto riguarda l’appoggio elettorale che la mia associazione ha fornito a candidati a varie elezioni, posso dire che ricevevamo una serie davvero consistente di richieste». Alcuni nomi indicati dall’ex padrino sono stati coperti dal segreto istruttorio. Le pagine omissate che riguardano l’aspetto elettorale sono diverse: questo lascia dedurre che sono molte le persone che si sono rivolte alla cosca. La lista è lunga anche per quanto riguarda gli avvocati che avrebbero avuto dei rapporti professionali con la cosca. In alcuni interrogatori, infatti, quando Giampà parla di avvocati alcuni di essi sono stati omissati, così come sono coperti da segreto istruttorio altri nomi di ditte che il “padrino” ha fornito agli inquirenti. Non è escluso che in agosto, mese di spensierata vacanza, possa scattare qualche altra operazione di polizia giudiziaria.

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