Martedì, 25 Settembre 2018
LAMEZIA TERME

Morto il terzo
operaio, indagato AD

silos lamezia, Catanzaro, Calabria, Archivio
silos lamezia

Non ce l'ha fatta Enrico Amati, l'operaio di 37 anni di Torrita di Siena rimasto ustionato ieri pomeriggio nell'esplosione di un silos in un'azienda dell'area industriale di Lamezia Terme. Troppo gravi le ferite provocate dal fuoco sul 90% del suo corpo per sopravvivere. Amati è morto nell'ospedale di Catanzaro. Salgono così a tre le vittime della fiammata che ieri si era già portata via le vite di Daniele Gasbarrone di Latina e Alessandro Panella di Velletri, entrambi di 32 anni. Perché tutto ciò sia successo lo dovrà stabilire la Procura della Repubblica di Lamezia Terme che come primo atto, ''dovuto'' è stato sottolineato in ambienti giudiziari, ha iscritto nel registro degli indagati Maurizio Martena, amministratore unico e responsabile della sicurezza della Ilsap Biopro, l'azienda produttrice di oli raffinati, biomasse, glicerina e biodiesel da oli combustibili al cui interno si è verificata l'esplosione. Il dirigente è stato anche sentito a lungo dal pm. Per domani è previsto l'esame esterno sui cadaveri dei tre operai carbonizzati dalla fiammata che li ha investiti. Solo dopo, sulla base di ciò che dirà il medico legale, il pm Luigi Maffia deciderà se disporre anche l'autopsia. E' anche in questa prospettiva che Martena è stato indagato. ''In questo momento - ha detto l'avv. Francesco Pagliuso, legale della società - la prima preoccupazione dell'azienda è stare vicino ai familiari delle vittime e collaborare con l'autorità giudiziaria per accertare perché si è verificata l'esplosione di un silos vuoto''. E per scoprirlo carabinieri e tecnici anche oggi sono stati sul luogo della tragedia per cercare di ricostruire la dinamica dell'incidente e stabilirne le cause. Al momento la ricostruzione che pare più probabile è che i tre uomini si trovassero insieme sul cestello sorretto da una gru dal quale stavano lavorando al silos. Gasbarrone e Panella erano dipendenti di un'altra società, la Aurelia Srl, che si occupa della realizzazione e della manutenzione di impianti. E proprio per questo stavano lavorando al silos per trasformarlo da luogo di transito a terminale di stoccaggio del materiale. Amati, invece, era responsabile della produzione della Ilsap e stava controllando il lavoro degli altri due. Era stato assunto un paio d'anni fa e da allora si era trasferito a Lamezia Terme con la moglie polacca ed il figlio di 9 anni. L'unico fatto certo, al momento, è che i tre sono stati investiti da una fiammata provocata da un'esplosione violentissima che ha scagliato il silos ad una trentina di metri facendolo accartocciare sull'asfalto. E com'era prevedibile, anche oggi non sono mancate le prese di posizioni politiche e sindacali per rivendicare una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro in una Paese nel quale, come ha ricordato il deputato del Pd Alfredo D'Attorre, dall'inizio dell'anno le morti bianche sono già state 320. (ANSA).

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