Venerdì, 18 Ottobre 2019
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FRANCAVILLA ANGITOLA

L’omicida ai genitori:
«Ho ucciso Mario Torchia»

di
omicidio torchia, Catanzaro, Calabria, Archivio
L’omicida ai genitori: «Ho ucciso Mario Torchia»

Due famiglie, legate da vincoli di amicizia e parentela, oggi distrutte. Dolore, incredulità e sbigottimento sullo sfondo della tragedia che lunedì pomeriggio ha segnato profondamente Francavilla con l’omicidio di Mario Torchia, 60 anni, ufficiale giudiziario al Tribunale di Vibo Valentia e il ferimento del figlio Giuseppe, 25 anni, studente di Giurisprudenza all’università Magna Graecia di Catanzaro.

A macchiarsi le mani con il sangue del padre dell’amico, con il sangue della persona che più di ogni altra sapeva comprenderlo e aiutarlo, è stato Foca Carchedi, 29 anni, studente universitario fuori corso che subito dopo avere compiuto il delitto è stato bloccato nella sua abitazione di Francavilla dai carabinieri della Stazione di Filadelfia agli ordini del maresciallo Antonella Caolo.

Contrariamente a quanto trapelato nell’immediatezza del delitto e del ferimento, padre e figlio non sono stati colpiti con un tagliacarte, bensì con un coltello da cucina che l’omicida avrebbe estratto dalla tasca, sferrando tre fendenti (tempia, fianco e addome) all’ufficiale giudiziario.

Erano circa le 16, 30 quando Foca Carchedi si è presentato in casa della famiglia Torchia, una villetta all’entrata del paese, chiedendo di potere parlare con il professionista che in quel momento si trovava al piano superiore intento ad asciugarsi i capelli. Una volta sceso giù Mario Torchia ha fatto accomodare nel suo studio il 29enne che sembrava in preda a una crisi depressiva. Niente però faceva presagire la tragedia, anche perché lo studente nei giorni precedenti più volte aveva voluto incontrare Mario Torchia per sfogarsi con lui e per chiedergli consiglio visti anche gli ottimi rapporti di amicizia e di parentela esistenti tra le due famiglie . Il professionista secondo il racconto dei familiari più volte aveva cercato di incoraggiarlo ad andare avanti perché prima o poi ce l’avrebbe fatta a superare il male di vivere che lo tormentava. Parole di incoraggiamento e di aiuto quelle di Torchia che però non sono servite a niente.

Quel che è successo lunedì pomeriggio rimane un mistero. Né i familiari di Mario Torchia né quelli di Carchedi riescono a darsi una spiegazione, anche perché tre giorni prima Foca era stato a casa dei Torchia dove aveva trascorso una piacevole serata davanti al caminetto con Giuseppe e altri amici.

L’altro ieri Mario Torchia ha accolto amorevolmente l’amico del figlio, com’era solito fare. Ad un tratto dallo studio si sono alzate delle urla che hanno raggiunto il piano superiore della villetta dove si trovavano la moglie del professionista Maria Rosaria e il figlio Giuseppe i quali si sono precipitati già. Davanti a loro una scena agghiacciante: Mario Torchia era riverso a terra a fianco della scrivania in una pozza di sangue. Foca Carchedi con il coltello che brandiva tra le mani ha colpito all’addome e al fianco Giuseppe che tentava di soccorrere il padre, la mamma è riuscita a guadagnare l’uscio di casa chiedendo aiuto. Il 29enne dopo averle dato uno spintone è fuggito abbandonando il coltello intriso di sangue sulle scale. Carchedi ha poi raggiunto a bordo della sua Seat Ibiza l’abitazione dei genitori dove in preda a una sorta di agitazione avrebbe raccontato di avere ucciso Mario Torchia, di aver ferito il figlio Giuseppe, dicendo: «Chiamate i carabinieri». È stato il padre del giovane, medico di Francavilla, a telefonare ai carabinieri. Il giovane che è in stato di fermo, si trova ora nel carcere di Catanzaro. Probabilmente oggi comparirà davanti al gip per la convalida del fermo. Durante l’interrogatorio, davanti al pm Giulia Maria Scavello della Procura di Lamezia, avrebbe pronunziato frasi sconnesse.

Più o meno nelle stesse ore la salma dello stimato professionista veniva trasportata all’obitorio dell’ospedale di Lamezia Terme dove ieri pomeriggio la dottoressa Maria Chiarelli ha eseguito l’autopsia. Nè la famiglia Torchia (rappresentata dall’avv. Francesco Muzzopappa), né la famiglia Carchedi hanno nominato un consulente. Oggi alle 16 i funerali a Francavilla.

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