Martedì, 21 Gennaio 2020
stampa
Dimensione testo
VIBO VALENTIA

Un insospettabile nelle mani dei Mancuso

di
clan mancuso, Catanzaro, Calabria, Archivio
Un insospettabile nelle mani dei Mancuso

«Un soggetto funzionale agli obiettivi della ’ndrangheta». I magistrati della Distrettuale antimafia di Reggio Calabria sulla base di una complessa attività investigativa non hanno avuto alcun dubbio ad inserire a pieno titolo l’imprenditore Angelo Restuccia, 80 anni, residente a Mesiano di Filandari, nell’elenco degli elementi contigui alle cosche della ’ndrangheta: i Mancuso di Limbadi ed i Piromalli-Molè di Gioia Tauro. Il suo patrimonio è finito sotto chiave ad opera delle Fiamme Gialle.

Operante nel settore delle costruzioni di prefabbricati in cemento armato per la realizzazione di capannoni industriali e commerciali, Restuccia era ritenuto dai più un «insospettabile», ovvero un imprenditore fuori da logiche riconducibili e funzionali alla criminalità organizzata.

Eppure nella richiesta di sequestro e contestuale confisca del suo patrimonio, il cui importa viene stimato intorno ai 28 milioni di euro, gli inquirenti tratteggiano il profilo di un personaggio consegnato in tutto e per tutto alle potenti famiglie della ’ndrangheta. A tal proposito i magistrati tirano fuori alcune intercettazioni finite negli atti di quella che in codice è stata denominata operazione “Bucefalo”, condotta qualche anno fa dalla Guardia di Finanza e che ha sancito gli stretti legami tra il noto imprenditore Alfonso Annunziata e la grande famiglia dei Piromalli. È lo stesso Angelo Restuccia a confessare a tale Valentino Vardè in un colloquio intercettato il 23 ottobre 2013 di avere ottimi rapporti con i Mancuso e, in particolare, di conoscere «Luigi Mancuso fin da quando era un ragazzo. ... “Figurati che con la suocera eravamo compagni di scuola...”».

E sempre a proposito di Luigi Mancuso il boss aveva confessato allo stesso Restuccia (in un incontro avvenuto a Caroni) che la cosca puntava a mettere le mani sulla costruzione del nuovo ospedale di Vibo. Tale conversazione era avvenuta a distanza di poco tempo dell’aggiudicazione dell’appalto.

Dagli atti emerge pure che il noto imprenditore vibonese si rivolgeva ai boss di Limbadi ogni qualvolta doveva prendere un lavoro e nello stesso tempo quando subiva qualche torto. «Mi ricordo – ammetteva Restuccia in una intercettazione – che una volta mi hanno rubato una pala meccanica e un camion... del valore di 350mila euro...». Per quella vicenda l’imprenditore s’è recato a Limbadi a trovare Diego Mancuso e Francesco Mancuso (detto Tabacco) a loro lo stesso avrebbe chiesto: «Cosa devo fare? No...no...no... fate come avete sempre fatto e basta...». Effettivamente a distanza di pochi giorni Restuccia si è recato alle forze di polizia per presentare apposita denuncia. A distanza di pochi giorni, stranamente, qui mezzi sono rientrati nei cantieri dell’imprenditore.

Sempre nella stessa conversazione con Valentino Vardè, Restuccia raccontava altri particolari riguardo a lavori effettuati a Sant’Eufemia d’Aspromonte. Ricordando che in quell’occasione si erano presentati alcuni soggetti della zona chiedendo a quanto ammontava l’importo dell’opera... A quelle persone Restuccia avrebbe risposto con la massima tranquillità: «Per i soldi non devi parlare con me! Devi andare a tale punto, a tale punto...». Gli tessi, sulla base di quanto emerge dagli atti, sarebbero andati via mostrando riverenza e rispetto, e facendo intendere che bastava solo nominarli i Mancuso: «Scusate signor Restuccia!!! Arrivederci, arrivederci, arrivederci!!! ... Appena sentivano il loro profumo scattavano le persone!».

In un’altra occasione, invece, l’imprenditore vibonese prima di recarsi a Crotone per effettuare alcuni lavori che risalivano a molti anni prima, aveva contattato Pantaleone Mancuso (Vetrinetta) deceduto da pochi anni. «A lui gli ho detto così e così.. e lui mi rispose: sapete che fate? Ritardate un quattro, cinque giorni; vi dico io quando dovete andare! Poi mi disse: andate! Sono andato, ho iniziato questo lavoro... arriva uno del... e mi dice: benvenuto tra di noi, sig. Restuccia!! Alla faccia del c... tra di noi!»

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook