Giovedì, 18 Ottobre 2018
VIBO VALENTIA

Proiettili per posta alla madre di una vittima di 'ndrangheta

di
giuseppe russo, Catanzaro, Calabria, Archivio
Proiettili per posta alla madre di una vittima di 'ndrangheta

Tre proiettili calibro 6,35 in busta e con essi un foglio con il volto di un giovane sequestrato e ucciso 24 anni fa. Un messaggio dal chiaro tenore intimidatorio ricevuto ieri, come se fosse una normale corrispondenza, dalla madre di Giuseppe (Pino) Russo, vittima di ’ndrangheta, ucciso sol perché al boss della zona non andava giù la relazione del 22enne con una sua congiunta.

Fatti che risalgono al 1994 e che oggi qualcuno “rispolvera” in una sorta di distorto memorial day mandando tre proiettili calibro 6,35 alla signora Teresa Lochiatto, 64 di Acquaro, è stato un ignaro portalettere.

Appena resasi conto del contenuto “pesante” e intimidatorio della corrispondenza la donna ha informato l’altro figlio Matteo Luzza, responsabile regionale di “Libera memoria” e insieme si sono recati dai carabinieri della Stazione di Arena per sporgere denuncia.

Sulla vicenda sono scattate indagini e ora si cerca di fare chiarezza allo scopo di riuscire a risalire ai responsabili. In queste ore l’attività dei militari della Stazione di Arena e di quelli della Compagnia di Serra San Bruno si muove in più direzioni finalizzata a delineare il contesto entro cui inserire l’avvertimento. E al vaglio dei militari la tragedia che 24 anni fa ha colpito la donna e i suoi familiari anche perché il fatto che nella busta con i tre proiettili vi fosse la fotografia di Giuseppe Russo ricondurrebbe all’omicidio il gesto. In questa ottica non viene trascurata l’azione che la famiglia del giovane ucciso – costituitasi parte civile – sta perseguendo contro le persone condannate per quel delitto. Insomma, al momento nulla viene escluso.

Da quanto emerso la busta è stata consegnata alla signora Teresa Lochiatto ieri intorno alle 14,30 – la donna era scesa per firmare una raccomandata – assieme ad altra corrispondenza. Una busta bianca, con l’indirizzo scritto al computer e incollato, regolarmente affrancata ma non timbrata. All’interno l’immagine di Giuseppe e i tre proiettili.

Intanto sull’intimidazione a prendere subito posizione è stata l’ex deputata Angela Napoli, la quale in qualità di presidente dell’associazione “Risveglio ideale”, esprime «sincera solidarietà alla signora Teresa Lochiatto, madre di Matteo Luzza, destinataria di un vile, perfido e preoccupante atto intimidatorio». Un «vile e perfido atto» che per la Napoli «rinnova lo strazio della signora Teresa per la perdita dell’amato figlio Pino. Siamo tutti vicini alla signora Teresa, a Matteo Luzza e alla sua famiglia e chiediamo con forza che venga attenzionata, con ogni forma utile, dagli organismo preposti, l’intera provincia di Vibo Valentia dove è in atto un tentativo di creare terrore da parte di vecchie e nuove leve della ’ndrangheta locale»

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