Venerdì, 21 Settembre 2018
VIBO VALENTIA

Migrante ucciso: omicidio per vendetta

di
antonio pontoriero, omicidio e porto illegale di arma da fuoco, sacko soumayla, Catanzaro, Calabria, Archivio
Omicidio Sacko, c'è un indagato

Omicidio e porto illegale d'arma da fuoco i reati che vengono contestati ad Antonio Pontoriero, 43 zanni di San Calogero, nella notte sottoposto a fermo in quanto ritenuto presunto responsabile dell'azione di fuoco costata la vita a Sacko Soumayla, maliano di 29 anni, residente nella tendopoli di San Ferdinando.
 Pontoriero era stato iscritto nel registro degli indagati già nelle ore immediatamente successive al delitto alla luce delle dichiarazioni dei due maliani che erano con la vittima e alla corrispondenza delle loro descrizioni con le caratteristiche somatiche, il tipo di abbigliamento e l’auto posseduta. L'indagato a distanza di poche ore dall'agguato era anche stato sottoposto alla prova dello stub, esame di cui gli inquirenti sono in attesa degli esiti. Comunque sia carabinieri e Procura di Vibo hanno ritenuto di avere un quadro già ben delineato anche in assenza, al momento,  dei risultati della prova.
E' ancora da verificare la dinamica del fatto di sangue anche se i due connazionali di Sacko hanno dichiarato che l'uomo che ha sparato contro di loro si trovava già su un'altura nei pressi dell'ex fornace e che, dopo aver sparato, si è allontanato con una Panda bianca. Da accertare pure il movente che, secondo quanto emerso dalla conferenza stampa tenuta al Comando provinciale dei carabinieri di Vibo, potrebbe essere legato al prelievo di lamiere da parte dei migranti. Già all'inizio del mese di maggio, infatti, c'era stata una segnalazione ai carabinieri della Stazione di San Calogero i quali si erano recati sul posto non trovando però stranieri, ma l'indagato e altri parenti nella disponibilità dei quali è il terreno antistante l'ex fabbrica di laterizi (sequestrata nel 2011) da dove, la sera del 2 giugno,  i colpi, secondo le investigazioni dei militari della Sezione scientifica, sarebbero partiti.
Dopo la notifica del provvedimento di fermo Antonio Pontoriero (difeso dall'avv. Francesco Muzzopappa) è stato portato nel carcere di Vibo in attesa d'essere sentito dal magistrato titolare dell'indagine.

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