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Catanzaro, una boccata d’ossigeno. Ecco come è stato battuto il Brescia

Le mosse di Caserta, l’apporto dei subentrati, lo spirito di gruppo

Nella corsa sfrenata di Fabio Caserta alla fine della gara con il Brescia c’era tutta l’attesa per una vittoria che mancava da troppo tempo. Quarantuno giorni a secco, la lunga striscia di pareggi che aveva tenuto il Catanzaro inchiodato sempre allo stesso punto, le critiche e i mugugni (di una parte dell’ambiente) soprattutto nei confronti dell’allenatore: tutto sommerso dalla gioia liberatrice del 46enne che si è messo a correre in campo abbracciando chi gli veniva davanti, Iemmello e Cassandro in primis, poi Petriccione, Pigliacelli, Coulibaly e gli altri, fin sotto la “Capraro”.
In mezzo. Caserta era felice come un tifoso qualsiasi, quasi come se la partita l’avesse guardata zuppo di pioggia nella “Capraro”, non come se ci fosse stata principalmente la sua mano (l’inversione degli esterni nel finale del primo tempo, i cambi e il passaggio al 4-4-2 nella ripresa) nel terzo successo stagionale che ha portato il Catanzaro a un punto dalla zona playoff e, in particolare, gli ha permesso di allungare sulla pericolosa zona rossa dei playout e della retrocessione diretta. Che è sempre vicina (rispettivamente tre e quattro punti), ma ora ha in mezzo altre tre squadre fra cui proprio il Brescia. Se il 2-1 in rimonta di domenica scorsa avrà sbloccato i giallorossi si vedrà presto considerando la difficoltà delle prossime tre partite (Palermo fuori, Spezia in casa, Cosenza fuori), con le quali Iemmello e compagnia chiuderanno il girone d’andata, e la delicatezza della sfida interna con la Salernitana (che sembra in ripresa) che aprirà quello di ritorno a fine mese, subito prima della sosta. Di sicuro, ha dato loro quello che avrebbero meritato anche in alcune partite precedenti, a partire dal blitz sfumato al 90’ in casa Sampdoria.

Le “voci”. Ha ragione Koutsoupias a scrivere su Instagram: «Una vittoria importantissima, ma cercata, voluta e ottenuta». E Cassandro, che da subentrato ha azionato il turbo formando con Seck un asse devastante sulla fascia destra: «Una grande vittoria tanto attesa davanti al nostro pubblico», la chiosa del terzino, fra i più brillanti in un contesto nel quale è stato il gruppo per intero a tirare fuori le unghie. Era accaduto altre volte, perché davvero i giallorossi non mollano mai, però quando si colpisce il bersaglio grosso il sapore è chiaramente diverso. Valorizzare quanto possibile ogni risorsa dell’organico sarà in queste ultime quattro gare dell’anno ancora più importante. Caserta su questo piano sta compiendo un mezzo miracolo di equilibrismo considerando i 29 giocatori di una rosa pensata per un modulo diverso (4-2-3-1 o 4-4-2) da quello con cui ora sta giocando (3-5-2): finora non tutti hanno rispettato le attese, ma è evidente che chiunque venga chiamato in causa, anche per poco e saltuariamente, si senta partecipe. A proposito di gruppo, ieri

Antonini ha postato una foto indicativa: lui e il preparatore per il recupero degli infortunati Besso in campo a San Floro e con un “quasi pronto” di commento (in inglese). Il difensore dovrebbe tornare a disposizione questo pomeriggio, alla ripresa a Giovino. In giornata risonanza magnetica di D’Alessandro, uscito per infortunio. In allenamento Breit ha riportato la rottura di un menisco con sospetto interessamento del legamento crociato.

Il Var. La partita col Brescia ha avuto il suo lieto fine al 98’ quando Bonini ha completato la rimonta avviata da Biasci, ma il Catanzaro un gol l’aveva segnato anche prima del 90’ se il Var – con un check durato 4 minuti e 53 secondi – non avesse scovato un fuorigioco che non si nota nei replay proposti dalla Tv. Compagnon, autore della rete, è al di là della linea quando parte il cross di Seck? Non sembra affatto e comunque non c’è alcuna sicurezza. O vengono puniti Bonini e Iemmello, che però sono da tutt’altra parte rispetto a dove va il pallone? Il dubbio è enorme anche se l’incornata di Bonini ha cancellato quella che forse sarebbe stata un’ingiustizia.

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