Domenica, 18 Agosto 2019
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L'INCHIESTA

Svolta dopo 16 anni sull'omicidio Bucchino a Lamezia, fu un delitto di 'ndrangheta

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Peppino Daponte, accusato di essere il killer

A distanza di quasi sedici anni, c'è il nome del presunto autore dell'omicidio di Pietro Bucchino, il 32enne ucciso la notte del 10 ottobre in contrada Cerasolo, nel quartiere Sambiase.

Per la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, infatti, a premere il grilletto della pistola calibro 38 sarebbe stato Peppino Daponte, 59enne lametino, che ora dovrà difendersi dall'accusa di omicidio aggravato dalle modalità mafiose. Il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Elio Romano ha chiuso le indagini con contestuale informazione di garanzia a carico di Daponte, attualmente in carcere perchè coinvolto nell'operazione “Andromeda”.

Un omicidio di stampo mafioso, quello di Pietro Bucchino, avvenuto tra le 21 e le 23.30 del 10 ottobre 2003 e maturato nel quadro di una strategia criminale della cosca confederata Iannazzo-Cannizzaro-Daponte, volta a mantenere «l'incontrastato controllo del territorio  sambiasino». Daponte, scrive il pm Elio Romano, in concorso con altre persone allo stato non identificate, avrebbe esploso una raffica di colpi di pistola all'indirizzo del 32enne, alcuni dei quali lo hanno raggiunto in parti vitali del corpo senza lasciargli scampo.

L'articolo completo nell'edizione odierna di Lamezia della Gazzetta del Sud.

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