Martedì, 15 Giugno 2021
stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Infermiere di Vena Superiore bruciato, il pm chiede l’assoluzione degli otto imputati
L'UDIENZA

Infermiere di Vena Superiore bruciato, il pm chiede l’assoluzione degli otto imputati

di
Il processo con rito abbreviato per la morte di Nicola Colloca
assoluzione otto imputati, Nicola Colloca, Catanzaro, Cronaca
Nicola Colloca

Un giallo. Tale era e tale rimane la morte di Nicola Colloca, 49 anni di Vena Superiore trovato carbonizzato all’interno della sua autovettura il 25 settembre di undici anni fa.
Inizialmente il caso fu trattato come suicidio, poi a distanza di anni la svolta nelle indagini con la richiesta di rinvio a giudizio – a distanza di otto anni dalla morte dell’infermiere del 118 – di otto persone accusate a vario titolo di omicidio premeditato, distruzione di cadavere, concorso nei due reati e favoreggiamento. Altro tassello l’affidamento di una nuova perizia per il ri-accertamento delle cause della morte. E così dall’omicidio si è ripassati al suicidio «più compatibile rispetto alle ipotesi omicidiarie». Ieri davanti al gup Marina Russo un ulteriore e importante step con la richiesta da parte del pm Ciro Luca Lotoro dell’assoluzione degli imputati, sei dei quali – tra cui la moglie e il figlio della vittima – avevano chiesto e ottenuto l’abbreviato condizionato.
In particolare l’assoluzione è stata chiesta per Caterina Gentile, 52 anni (avv. Pietro Chiappalone), il figlio Luciano Colloca, di 30 (avv. Guido Contestabile e avv. Chiappalone) – moglie e figlio della vittima – accusati di omicidio aggravato e il 28enne anche di distruzione di cadavere in concorso con Michele Rumbolà, 66 anni (avv. Francesco Muzzopappa) che risponde pure di omicidio aggravato; Nicola Gentile, di 58 anni (avv. Salvatore Pronestì ) e Domenico Gentile, di 46, (avv. Salvatore Staiano e avv. Bruno Ganino); Caterina Magro, di 45 (avv. Muzzopappa), accusati di concorso in omicidio; Domenico Lentini, di 60 anni e Romanina D’Aguì di 56 (avv. Vincenzo Gennaro) i quali rispondono di favoreggiamento. Una richiesta che era nell’aria in seguito alla consulenza del prof. Tarsitano il quale è praticamente ritornato al punto di partenza, ovvero al fatto che l’ipotesi del suicidio sia più compatibile rispetto a quella dell’omicidio.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

© Riproduzione riservata

PERSONE:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook