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I RETROSCENA

Duplice omicidio a Vallefiorita, ucciso con la moglie per i soldi dell'eolico?

Le dichiarazioni rese dal boss Grande Aracri sul delitto di Giuseppe Bruno
Catanzaro, Cronaca
Nicolino Grande Aracri

«N’amu lavatu i mani», sono le parole pronunciate da Nicolino Grande Aracri riguardo all’omicidio di Giuseppe Bruno, boss di Vallefiorita e della moglie Caterina Raimondi, uccisi a colpi di Kalashnikov mentre stavano uscendo dalla propria villa alla periferia di Vallefiorita il 13 febbraio del 2013.

In quello che sarà il suo ultimo verbale il boss di Cutro, rispondendo alle domande dei pm, ricostruisce le fasi precedenti al duplice omicidio tentando di allontanare da sè ogni responsabilità.

Grande Aracri fa i nomi di chi avrebbe sparato spiegando che sarebbero andati da lui, perché si raggiungesse la pace con Bruno: «Poiché hanno fattu tutti a pace nui vulissimu fare a pace pure nua. A questo punto io (Grande Aracri ndr) parlo con gli Arena, ci incontriamo al casolare, parlo con i Nicoscia, con tutti. E c’ho detto: “Perché on vidimu u ci facimu fare a pace a questi ragazzi?”». Grande Aracri racconta a quel punto di aver fatto convocare anche Bruno. In quell’occasione lo avrebbe invitato a raggiungere un accordo con i rivali.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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