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Campo rom di Lamezia, violazione dei diritti Ue. Il caso Scordovillo arriva a Bruxelles

Un avvocato lametino ha presentato formale denuncia alla Commissione europea

Il campo rom di località Scordovilo a Lamezia Terme

Il caso del campo rom di Scordovillo arriva a Bruxelles. Un noto avvocato lametino ha infatti presentato alla Commissione europea una formale denuncia nei confronti dell’Italia per violazione del diritto comunitari: o nell’atto si rileva «inerzia e abbandono da parte dello Stato Italiano nei confronti degli abitanti, cittadini italiani residenti nel Comune di Lamezia Terme, del Campo Rom, sito in Lamezia Terme, località Scordovillo, lasciati vivere in baracche fatiscenti, privi di assistenza familiare, istruzione e sostegno civile».
La denuncia presuppone innanzitutto la violazione di diversi articoli della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue: la tutela della dignità umana e il diritto alla vita, il divieto di qualsiasi forma di discriminazione, i diritti del minore, il divieto del lavoro minorile, il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza e assistenza sociale, la protezione della salute e la tutela dell’ambiente. Quindi viene richiamata la Carta sociale europea nelle parti in cui mira ad assicurare l’effettivo esercizio del diritto alla protezione della salute, all’abitazione, contro la povertà e l’emarginazione sociale.

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