Mercoledì, 07 Dicembre 2022
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IL PROVVEDIMENTO

Catanzaro, la crescita del commercio frenata da regole vecchie e «non valide»

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L’atto che disciplina nuove aperture e ampliamenti di medie strutture risale al 2008

Non è servito allo scopo per il quale era stato predisposto. E, peraltro, è anche espressione di un organo comunale non competente. È un flop sotto vari aspetti quello registrato dall’atto comunale che stabilisce i “Criteri per il rilascio delle autorizzazioni amministrative per l’apertura, il trasferimento di sede e l’ampliamento delle medie strutture di vendita e norme sul procedimento concernente le domande relative alle stesse”. Al di là del “burocratichese”, si tratta di un regolamento che risale al 2008 con l’obiettivo, tra le altre cose, di accrescere la capacità di attrazione della città, migliorare i servizi di distribuzione commerciale, mantenere una presenza diffusa e qualificata del servizio di vicinato, soprattutto nel centro storico e nelle aree periferiche; equilibrare le varie tipologie distributive, innalzando la superficie media di vendita delle medie strutture di classe “B” (non alimentare); valorizzare e salvaguardare le piccole imprese commerciali.
Scopi evidentemente rimasti in gran parte sulla carta. Del resto si tratta di un atto vecchio di 15 anni e realizzato in quella che nei fatti era un’altra Catanzaro, con una popolazione più numerosa, un’economia diversa da quella odierna e con equilibri commerciali del tutto differenti da quelli attuali, fra centro e quartiere marinaro.

Leggi l'articolo completo sull'edizione cartacea di Gazzetta del Sud - Catanzaro

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