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Stefanaconi, il Comune sciolto per mafia. L’ex sindaco ricorre al Tar

Impugnato il decreto del Capo dello Stato. L’azione giudiziaria sostenuta da un comitato civico

L’ex sindaco di Stefanaconi, Salvatore Solano, e gli ex consiglieri di maggioranza hanno impugnato innanzi al Tar del Lazio il Decreto del presidente della Repubblica con cui è stato disposto lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Un ricorso, sostenuto anche da un comitato civico, che ha indetto una colletta per contribuire alle spese necessarie per l’azione legale.

Nell’instaurando procedimento, il Comune di Stefanaconi e l’organo prefettizio che attualmente guida l’Ente si costituiranno in giudizio «in quanto sussistente l’interesse, atteso che la finalità del Decreto del presidente della Repubblica citato e degli atti connessi e consequenziali consiste nell’assicurare che la Pubblica Amministrazione comunale venga gestita secondo criteri di piena legalità, nel rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini, che risultano per contro gravemente compromessi nel caso in cui gli organi comunali subiscono il condizionamento e/o le infiltrazioni della criminalità organizzata».

A rappresentare l’Ente e la terna commissariale sarà l’avvocato Gaetano Callipo, mentre ad assistere l’ex primo cittadino sarà l’avvocato Oreste Morcavallo.

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