
È stato condannato a 13 anni e 2 mesi di carcere un 36enne di Cirò Marina, ritenuto responsabile di aver violentato sessualmente per anni la figlia adottiva minorenne.
Così ha deciso ieri il Tribunale di Crotone. Il collegio presieduto da Michele Ciociola (a latere i giudici Vincenzo Corvino e Giulia Crisci) ha inflitto una pena più elevata rispetto ai 13 anni di reclusione che il pubblico ministero, Pasquale Festa, aveva chiesto al termine della sua requisitoria.
La drammatica vicenda dalla quale è scaturito il processo venne alla luce a febbraio 2024, quando i carabinieri della Compagnia di Cirò Marina arrestarono l'uomo con l'accusa di violenza sessuale aggravata. Le audizioni delle persone informate sui fatti e le perquisizioni informatiche consentirono ai militari dell'Arma di ricostruire sei presunti episodi di abusi sessuali che l'imputato avrebbe commesso, tra il 2019 e il 2023, ai danni della piccola. Infatti, dagli accertamenti condotti dopo le dichiarazioni rese dalla minore, gli inquirenti - coordinati dal sostituto procuratore Alessandro Rho - fecero luce sulla dinamica dei vari accadimenti contestati. I quali si sarebbero verificati di notte o nel tardo pomeriggio quando la mamma della giovanissima non era in casa. Il patrigno "orco", stando alla tesi della Procura di Crotone, sarebbe stato solito entrare nella stanza dove si trovava la minore, spegnere la luce, abbassare le tapparelle, e farla distendere sul letto, a pancia in giù e con gli occhi chiusi per poi abusare di lei.

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