
Il Tricolore non si piega davanti alla brutalità di un’intimidazione. È un segnale incoraggiante quello arrivato dai rilievi eseguiti sull’auto del sindaco di Serra San Bruno Alfredo Barillari, data alle fiamme nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. Infatti, dopo l’imponente levata di scudi unanime da parte di istituzioni, uomini politici, amici, conoscenti e semplici cittadini - i quali senza distinzione di appartenenza o colore politico hanno espresso al primo cittadino serrese la loro solidarietà e condannato il vile gesto - l’attenzione è caduta su un particolare che nel contesto di questa tragica vicenda sta facendo molto riflettere.
Dal rogo che ha distrutto completamente l’auto di Barillari, una Audi Q2, si è salvata una sola cosa che il sindaco teneva sempre con sé all’interno della sua autovettura: la fascia tricolore. Sarà stato un puro caso, ma vedere che tutto ciò che c’era dentro la macchina è andato distrutto dalle fiamme tranne la fascia tricolore, simbolo della carica istituzionale e della presenza e autorevolezza dello Stato sul territorio, ha in sé qualcosa di particolarmente significativo. Un aspetto che non è sfuggito agli occhi di Alfredo Barillari che, anzi, l’ha interpretato come un evidente segno della volontà di «non mollare» e di continuare ad andare avanti con onore.
«Le fiamme che hanno avvolto la mia macchina nella notte, causate da un gesto vile e ignobile – ha commentato il primo cittadino di Serra – non sono riuscite a consumare la fascia tricolore che porto con me in ogni momento del giorno. Sempre pronta a rappresentare una comunità fiera e civile, ricca di una cultura che nei secoli ha dato lustro all’intero territorio».

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