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Catanzaro, un centro Irccs all’Università. La prospettiva prende corpo

Incontro tra il rettore Cuda e il presidente del Consiglio regionale Mancuso sulla proposta. La diagnostica sarebbe il cuore dell’Istituto che porterebbe a terapie sempre più efficaci

Sembra essere vicino alla svolta l’avvio del percorso per la realizzazione di un centro Irccs a vocazione diagnostica all’Università di Catanzaro. L’altra sera, dopo aver incontrato il rettore Giovanni Cuda, il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso ha pubblicamente espresso il proprio sostegno alla proposta. Il riconoscimento di Istituto di ricerca e cura a carattere scientifico, è uno dei punti previsti dal protocollo d’intesa con cui Regione e Ateneo “Magna Graecia” hanno sancito la nascita dell’Azienda “Dulbecco” (ed è recepito anche dall’Atto aziendale dell’hub catanzarese ora al vaglio della Regione). Non se ne parlava da un po’, ma l’ipotesi tornata in ballo sembra adesso più concreta. Il rettore ha illustrato alla Gazzetta del Sud i tratti salienti.

La specificità della proposta della “Magna Graecia” si avvale di una tipologia diagnostica prima del suo genere al Sud (e in Calabria) ed è finalizzata a «costruire una piattaforma altamente specializzata per la medicina di precisione, capace di potenziare l’efficacia delle terapie attraverso strumenti come la genomica, l’imaging avanzato, la diagnostica molecolare e l’intelligenza artificiale applicata alla salute».
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