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Ex area industriale di Crotone. Il commissario spiega l’ordinanza

Errigo: scelta dettata dall’urgenza e dalla responsabilità, rischio di compromettere il deflusso dell’Esaro «La discarica di Columbra è l’unico sito autorizzato dalla Regione a ricevere rifiuti pericolosi e controllato»

Da un lato definisce la sua scelta «dettata dall’urgenza e dalla responsabilità». Dall'altro ritiene di aver fatto il suo dovere se l'ordinanza «servirà a evitare anche solo una malattia in più, o una vita spezzata, a causa degli agenti inquinanti che infestano» la città di Crotone.
Sono alcuni passaggi della lettera che Emilio Errigo, commissario straordinario del Sin, ieri ha indirizzato ai crotonesi dopo aver firmato il provvedimento che giovedì ha autorizzato Eni Rewind ad avviare la bonifica dell'ex area industriale di Crotone portando i rifiuti pericolosi nella discarica di Columbra, in linea col progetto stralcio del Pob Fase 2 approvato il 1. agosto 2024 dal ministero dell'Ambiente. Il delegato del Governo ha deciso di superare lo stallo in cui versava l'iter di risanamento ambientale a causa delle divergenze sulla destinazione finale delle sostanze pericolose, obbligando la società dell'Eni, titolare delle zone contaminate, a iniziare i lavori (che prenderanno il via il 14 aprile) e la Regione a modificare il Provvedimento autorizzatorio unico regionale che, dal 2019, vieta di conferire in Calabria i rifiuti pericolosi del Sin di Crotone. Un vincolo che adesso è destinato a cadere.
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