Catanzaro, Crotone, Vibo

Mercoledì 14 Maggio 2025

Temporary store a Catanzaro, Scoppa (Confedilizia): un progetto senza legge che colpisce la proprietà e soffoca il mercato

Sandro Scoppa

«Con un avviso pubblico da poco diffuso, il Comune di Catanzaro ha lanciato una “manifestazione di interesse” rivolta ai proprietari di locali commerciali sfitti nel centro storico per attuare un progetto denominato temporary store. L’intento dichiarato è quello di attrarre eccellenze produttive regionali e nazionali, da insediare in immobili privati “a canone concordato”, sotto la regia dell’amministrazione. Ebbene, dietro il linguaggio apparentemente neutro si cela invero l’ennesima operazione di pianificazione pubblica, in cui la municipalità catanzarese non si limita a coordinare, ma si propone come soggetto centrale e attivo nella gestione degli spazi privati, promettendo – in cambio – generici “sostegni economici, tributari e burocratico-amministrativi”». Lo ha affermato, in una nota, il presidente di Confedilizia Calabria, Sandro Scoppa. «Ancor più gravi sono le condizioni imposte ai proprietari: obbligo di conformità urbanistica e impiantistica, documentazione dettagliata, rinuncia a ogni contenzioso in essere con l’ente comunale, assenza di qualunque debito verso l’amministrazione. A ciò si aggiunge la possibilità che l’ente comunale individui, in piena discrezionalità, soggetti gestori o reti di imprese con cui il proprietario sarà chiamato a relazionarsi per la stipula del contratto. E non manca nemmeno l'invito a contribuire alle spese per eventuali adeguamenti interni degli immobili. Invece di rimuovere ostacoli, semplificare procedure e incentivare la libera iniziativa, l’amministrazione - ha evidenziato Scoppa - sceglie di centralizzare, condizionare e burocratizzare. Si presenta come “garante” del progetto, ma di fatto si intromette nei rapporti tra privati, limitando la libertà contrattuale e violando il principio stesso di autonomia negoziale». Ma, secondo il presidente di Confedilizia Calabria, «l’aspetto più paradossale riguarda proprio il “canone concordato” proposto come base dell’iniziativa: non esiste alcuna normativa nazionale né accordo territoriale che consenta di applicare tale meccanismo agli immobili commerciali. Si tratta di un concetto preso in prestito in modo improprio dal settore abitativo – dove trova fondamento nella legge 431/1998 – e traslato arbitrariamente a un contesto completamente diverso, fatto di attività temporanee, flessibili, dinamiche. Il risultato? Proprietari privati trattati come concessionari temporanei di beni che invece appartengono loro pienamente. Un mercato distorto da vincoli senza legge. Una desertificazione commerciale che, lungi dall’essere contrastata, viene aggravata da una visione pianificatrice e invasiva. E tutto questo mentre sarebbe urgente liberalizzare, aprire, semplificare». Secondo Scoppa, «Catanzaro non ha bisogno di progetti artificiosi imposti dall’alto, ma di fiducia nella proprietà privata e nelle forze del mercato. Restituire libertà negoziale ai proprietari, rimuovere gli ostacoli normativi e lasciare spazio all’iniziativa spontanea sono le uniche strade percorribili per riportare vita vera nel centro storico. Meno Comune, più mercato. Meno vincoli, più libertà».

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