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Comunali a Vibo, spunta l'ipotesi di una sfida fra donne: tutti i nomi in corsa

E' iniziata la corsa al Comune di Vibo Valentia

C'è fermento a Vibo Valentia. Manca ancora la data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale dopo la fine anticipata dell'esperienza Costa (decisa dai suoi alleati) ma è già partita la caccia al voto. Mancano i programmi e i candidati ufficiali ma per le strade e agli usci delle case è già un via vai. E così frenetica è anche la corsa all'autocandidatura e al toto nomi. Da destra a sinistra, con qualche virata ad un destra-sinistra unito e per finire ai Cinque stelle, il panorama è quanto mai variegato.

Un primo nome uscito è quello che vede insieme le forze intorno al senatore Giuseppe Mangialavori e si tratta dell'avv. Domenico Sorace. Una prima riunione -niente di ufficiale - che ha visto protagonisti gli uomini di Forza Italia, la corrente di Alfonso Grillo, l'Udc di Ottavio Bruni che, comunque, non ha chiuso le porte ad un appoggio a Luciano. Dall'altro lato, saltato il "patto del Baffone" con un tavolo che riuniva forze trasversali di centrodestra, sinistra e moderati - al quale erano seduti anche gli ex consiglieri Pd vicini a Vito Pitaro, ormai espulsi dal partito, e sempre più vicini al senatore azzurro - è su Stefano Luciano, ex presidente del Consiglio comunale e leader di Vibo Unica, che si stanno concentrando i dibattiti. Intorno a lui potrebbe nascere la candidatura del Pd che, ormai lacerato, si prepara a questa tornata elettorale sempre più diviso e con poche alternative se non con l'ex candidato a sindaco Antonio Lo Schiavo non disponibile però ad accordi trasversali. Luciano invece sarebbe un candidato sostenuto anche dai Sovranisti e dall'ex parlamentare Francesco Bevilacqua e su cui potrebbero convergere alte forze civiche. Non una partita chiusa, comunque, anche questa.

Così come chiusa non pare ancora quella dentro il M5S che ha annunciato il suo candidato Santoro ma sul quale non si sono fatti attendere i malumori dell'ala vicina all'on. Nesci non proprio in linea con il Meetup che, comunque, con il suo candidato ha avviato il giro d'ascolto in città e nelle frazioni. E tutto questo mentre gruppi civici, comitati e forze "oscure", che da sempre legano a doppio filo il destino della città, si sono messe in movimento, con nomi lanciati a "perdere" e provocazioni.

Questo il quadro. Non l'unico, forse non l'unico che potrebbe dare voce alla città. Perché tra le vie di Vibo le voci sono tante. Tante provocazioni anche. Come quella che vorrebbe per la prima volta una sfida in "rosa" a Vibo, dove la politica alle donne sembra allergica. Ma gli uomini hanno parlato spesso, hanno prodotto e i risultati non sono stati sempre i migliori.

Dunque, perché non cambiare? In tal senso, di nomi - anche in questo caso - ne circolano parecchi. Non hanno trovato spazio nelle riunioni. Li dove forse per cause recondite e ancestrali di donne (tranne che per riempire le liste) non se ne trovano. Ma Pd, Forza Italia, M5S, Lega a Vibo hanno donne che si sono spese e che potrebbero aiutare ad invertire la rotta? Non una questione di genere ma forse solo un'opportunità e un'occasione per cambiare volto al capoluogo.

Ergo, tra i nomi spuntano quello di Maria Limardo inserita in un primo momento tra la rosa dei candidati per il centrodestra ma subito scartata, Teresa Esposito della commissione regionale per il congresso e con un colpo di spugna fatta fuori dalle liste, Cesella Gelanzè oramai in prima linea nella Lega ma relegata all'interno del partito impegnato a farsi la guerra. O ancora quello di Assunta Achille inserita nella lista per le primarie a sostegno di Zingaretti con il governatore e si spera intesa quale espressione politica di un territorio che non vuole farsi solo usare, così come Maria Salvia e la giovane Chiara Mirabello, inserite nelle altre liste. Protagoniste di una stagione politica che è ancora attuale ma in fondo fino ad oggi solo tasselli di un puzzle che andava solo completato. Da destra a sinistra, volti di partiti che in alcuni casi sono stati visti come alternativa ma che come neve al sole si sono sciolti in pochi secondi durante le riunioni politiche.

Questi alcuni nomi, altri potrebbero venire dalla società civile. Quella che ancora non si è espressa ma che è tirata dalla "giacca" già da settimane. Mente la città sprofonda nel degrado e nell'abbandono con un secondo dissesto alle porte che la paralizzerebbe ancora di più. In tanti - che oggi si ripresentano come il nuovo - ma Vibo potrebbe essere pronta per una "sindaca" ? Dite la vostra...

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