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Lamezia Terme, Lo Moro e l’unità ritrovata del Pd

Da mesi è scesa in campo e, determinata com’è, sta portando avanti la sua candidatura. Forte del sostegno e della richiesta che arriva dalla “base” del Pd. Doris Lo Moro è pronta a guidare la coalizione di centrosinistra. Sabato l’ultimo passaggio con l’assemblea degli iscritti, ma ormai il più è fatto.
Com’è andata la riunione romana?
«È andata bene. C’è un gruppo dirigente regionale e nazionale con cui mi sono confrontata sulle prospettive e su come organizzarci. Sono stata lì più che come candidata come persona che ha sempre fatto parte del gruppo dirigente, quindi non c’è niente di strano in questi confronti, sono sempre un’ex parlamentare, poi in questo momento si sta parlando della mia candidatura e quindi mi sono confrontata con loro».
È stato trovato un accordo con la parte del Pd che l’osteggia?
«L’obiettivo che ci accomuna all’interno del Pd è quello di trovare l’unità, perché non è una questione di forza all’esterno, è la necessità di rendere forte il nostro partito. È sotto gli occhi di tutti che ci sono personalità che, davanti alla prospettiva della mia candidatura, hanno fatto delle obiezioni e questo ovviamente è un fatto in discussione. L’unanimità non si raggiunge mai in tutte le cose, però quello che non deve succedere è che ci siano atteggiamenti di durezza e incomprensioni. Cosa che invece ho vissuto e sto vivendo, anche se non ho mai reagito né risposto, sono stata più in ascolto, per evitare la rissa. Anche se non ho partecipato a questi contrasti, li ho avverti e li ha avvertiti soprattutto la dirigenza, per questo ci siamo posti il problema su come superare le incomprensioni».
Cosa l’ha spinta a ricandidarsi a sindaco?
«Non avrei mai pensato di farlo, anche perché normalmente non ritorno su situazioni già vissute. Quello che mi ha spinto è stata la convinzione che avevano gli altri. Una volta che è venuto fuori il mio nome in città, mi ha spinto molto l’adesione dei cittadini perché sono stata portata e incoraggiata a valutare che potesse essere un’opportunità mettere a disposizione le competenze che io ho maturato grazie agli incarichi che ho avuto. Un modo per restituire qualcosa alla mia città».

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