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Momento di intensa spiritualità e vicinanza ai detenuti quello vissuta nella Casa Circondariale di Catanzaro, dove l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, ha presieduto la celebrazione Eucaristica in occasione del Giubileo Diocesano dei Detenuti, introducendo tutti i presenti alla preghiera corale per la salute di Papa Francesco.
Il Giubileo come segno di misericordia e rinnovamento
Durante l’omelia, Mons. Maniago ha richiamato i simboli biblici del Giubileo, segno di misericordia, liberazione e rinnovamento interiore. Ha sottolineato come la Scrittura inviti a riscoprire la dignità di ogni persona, anche di chi vive l’esperienza della detenzione, ricordando che il perdono e la speranza sono elementi centrali del cammino cristiano.
Il Vescovo ha evidenziato come il Giubileo rappresenti un’occasione di riscatto umano e sociale, particolarmente significativa in un luogo come il carcere. Ha rivolto un forte invito a tutti, dagli operatori penitenziari ai detenuti stessi, a essere testimoni di speranza. "È fondamentale seminare speranza – ha affermato – perché essa non è una parola vuota o astratta, ma può farsi concreta per una vita nuova".
Le parole di Papa Francesco sulla dignità dei carcerati
Un passaggio significativo è stato dedicato alle parole di Papa Francesco, che più volte ha manifestato la sua vicinanza ai carcerati, affermando che sono «persone che non devono essere giudicate solo per i loro errori, ma anche per il desiderio di riscatto e di nuova vita».
L’Arcivescovo ha esortato i presenti a vivere questo tempo giubilare come un’opportunità di riconciliazione, confidando nella misericordia di Dio e nella possibilità di un futuro diverso. Rivolgendosi direttamente ai detenuti, li ha invitati a rendere concreta la speranza nella loro vita quotidiana, sottolineando che essa è una forza capace di trasformare anche le situazioni più difficili.
Un percorso di fede e preghiera tra i padiglioni della struttura
Accompagnato dai dirigenti, operatori e volontari, insieme a don Antonio Scicchitano, nuovo Cappellano della Casa Circondariale di Catanzaro, e don Giorgio Pilò, nuovo Cappellano dell'Istituto Penale per i minorenni, l’Arcivescovo ha visitato i padiglioni della struttura, soffermandosi in momenti di intensa preghiera.
Durante la visita, Mons. Maniago ha voluto sottolineare l’importanza di garantire che le carceri abbiano sempre una finestra e un orizzonte, affermando che "nessuno può cambiare la propria vita se non vede un orizzonte". Un messaggio forte che richiama la necessità di offrire ai detenuti la possibilità di guardare oltre la loro attuale condizione, per costruire un domani diverso.
Un segno concreto della Chiesa per chi vive la marginalità
La celebrazione ha rappresentato, dunque, un segno concreto della Chiesa di Catanzaro-Squillace nel suo impegno di prossimità verso chi si trova in condizioni di sofferenza e marginalità, portando un messaggio di speranza e solidarietà a chi vive la detenzione.
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