Venerdì, 06 Dicembre 2019
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Processo alla cosca Trapasso a Catanzaro, 41 condanne e un'assoluzione: nomi e foto

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Quarantuno condanne e un'unica assoluzione, questa la decisione del gup del Tribunale di Catanzaro Claudio Paris al termine del processo con rito abbreviato scaturito dalla maxi-inchiesta “Borderland” coordinata dalla Dda di Catanzaro.

Gli imputati devono rispondere a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsioni, violazioni in materia di armi, illecita concorrenza con violenza o minaccia, esercizio abusivo del credito, intestazione fittizia di beni, tutti reati aggravati dalla modalità mafiose e dalla finalità di avvantaggiare la cosca Trapasso che controllava il territorio di confine tra le province di Catanzaro e Crotone. La pena più pesante, 20 anni, è stata inflitta al presunto boss Giovanni Trapasso.

Queste le altre condanne inflitte dal gup Paris: Leonardo Trapasso 18 anni, Tommaso Trapasso 18 anni, Stefano Roberto Cosco 18 anni, Salvatore Macrì 18 anni, Rosario Falsetti 16 anni, Pierpaolo Caloiero 16 anni, Pasquale Talarico 16 anni, Massimo Colosimo 16 anni, Antonio Viscomi 15 anni, Vincenzo Trapasso 14 anni, Eliseo Mercurio 12 anni e otto mesi, Giuseppe Quintino 10 anni e 8 mesi, Giuseppe Mancuso 8 anni, Giuseppe Trapasso 8 anni, Vincenzo Talarico 11 anni, Giovanbattista Talarico 8 anni, Giuseppe Graziano Macrì 8 anni, Raffaele Bubbo 10 anni e 8mila euro di multa, Gianfranco Palaia 6 anni 8 mesi e 6.667 euro di multa, Giuseppe Palaia 6 anni e 6mila euro, Domenico Falcone 2 anni, Antonio Gallo 1 anno e 4 mesi, Giuseppe Tropea 18 anni, Carmine Taverna 14 anni, Antoni Taverna 12 anni, Vincenzo Niutta 12 anni, Alessandro Cosco 12 anni, Antonio Mancuso 11 anni, Vincenzo Tropea 18 anni, Carmine Tropea 16 anni, Renzo Tropea 14 anni, Francesco Tropea 14 anni, Luigi Greco 12 anni, Domenico Esposito 10 anni e otto mesi, Rosetta Esposito 8 anni, Alex Correale 8 anni, Gianluca Colosimo 8 anni, Rinaldo Dolce, Antonio Maiolo e Vincenzo Lucente 2 mesi.

Assolto, invece, per non aver commesso il fatto Gino Talarico. Il giudice ha anche disposto la confisca di tre società, di un bar e di un maneggio.

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