Lunedì, 23 Novembre 2020
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Protesta dei cittadini di Dinami, da lunedì cimitero nuovamente chiuso

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Nuova protesta, l’ennesima, al cimitero di Dinami, nel vibonese, i cui cancelli, aperti e chiusi dalla fine del lockdown da cittadini volontari e percettori di reddito di cittadinanza, da lunedì saranno nuovamente sbarrati.

Lamentano, i volontari, un totale lassismo da parte dell’amministrazione comunale, rea di non mandare qualche dipendente del comune ad aprire i cancelli e di mantenere, di fatto, il sacro luogo in condizioni indecenti, invaso completamente dalle erbacce. Da un mese (due nella frazione Monsoreto), facendo sacrifici, i cittadini si erano dati il cambio per aprire i cancelli 7 giorni su sette, di mattina, anche e soprattutto per consentire ai tanti emigrati rientrati di fare visita ai propri cari.

Tra i volontari tanti percettori di reddito di cittadinanza, i quali, spontaneamente e senza che nessuno li chiamasse, si erano uniti agli altri, nella convinzione che avere la possibilità di visitare il cimitero sia un diritto di tutti. E nell’ulteriore consapevolezza che sia dignitoso avere un impiego per guadagnarsi in qualche modo il sussidio ricevuto.

Una circostanza che smentisce il sindaco, Gregorio Ciccone, il quale, in più circostanze, e, di recente, in un pubblico incontro tenutosi a Monsoreto, aveva detto di non avere a disposizione operai cui assegnare il compito di custode del camposanto e, in assenza, a suo dire, dei decreti attuativi che stabiliscano come usare i percettori di RdC, di aver avvisato tutti gli 81 residenti che si trovano in tale situazione, ottenendo risposta positiva da uno solo di essi.

Questa mattina davanti al cancello del sepolcreto dinamese 2 erano i percettori presenti e nessuno di essi , a quanto hanno riferito, è stato contattato dal sindaco in tal senso. Tra l’altro, sempre da quanto dichiarato dai presenti, il cimitero di Dinami non ha mai avuto un custode né, almeno recentemente, si sarebbero verificati atti vandalici tali da giustificarlo. Inoltre non vale neppure la scusa di tenere chiuso per evitare gli assembramenti, in quanto ogni mattina sono solo poche decine le persone che visitano il cimitero.

Ulteriori ragioni per cui i dimostranti non comprendono l’atteggiamento assunto dal primo cittadino, non solo sul problema del cimitero ma sui tante altre questioni irrisolte che riguardano l’amministrazione del paese. Da qui la decisione di mollare.

«Oggi ci sono stato io ad aprire, – riferisce il rappresentante del comitato civico Pasquale Tucci – e a consentire l’entrata a quanti, in maggioranza emigrati, sono venuti a visitare i loro defunti. Domani e domenica ci saranno altri volontari. Dopodiché lunedì consegneremo le chiavi e, se il sindaco non prende provvedimenti, i cancelli rimarranno definitivamente chiusi. Inutile spiegare a parole il disappunto dei presenti, pronti a recarsi in massa al palazzo municipale per ottenere quanto ritengono sia un loro sacrosanto diritto.

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