Domenica, 23 Settembre 2018
'NDRANGHETA

Faida, omicidi
perchè volevano
staccarsi da cosca

ndangheta, Catanzaro, Calabria, Archivio
La 'societa'' di Piscopio voleva staccarsi dalla cosca dei Mancuso per rispondere alla 'ndrangheta della fascia jonica reggina. E' questa la motivazione che ha scatenato la faida tra gli esponenti della cosca di Piscopio e quella dei Patania di Stefanaconi, nel vibonese. I particolari delle indagini della Dda di Catanzaro  sono stati illustrati stamane nel corso di una conferenza stampa a Vibo Valentia alla quale hanno partecipato il sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia, Maria Vittoria De Simone; il procuratore di Catanzaro e capo della Dda, Vincenzo Antonio Lombardo; ed il procuratore aggiunto del capoluogo calabrese, Giuseppe Borrelli. Dalle indagini è emerso che quando la 'societa'' di Piscopio uccise Fortunato Patania, ritenuto dagli investigatori il boss della cosca di Stefanaconi e luogotenente della cosca dei Mancuso, si scatena una vera e propria guerra tra i due gruppi criminali. La cosca dei Mancuso avrebbe anche "soffiato il vento della vendetta - è stato detto in conferenza stampa - sul gruppo dei Patania di Stefanaconi fornendo loro uomini e mezzi per sterminare gli esponenti della cosca di Piscopio". Durante la conferenza stampa il sostituto procuratore della Dna, De Simone ha detto che "su Vibo Valentia c'é la massima attenzione. Vibo rappresenta una emergenza assoluta per l'allarme sociale provocato dai fatti di sangue che si sono susseguiti con violenza impressionante". Il capo della Dda di Catanzaro ha affermato che "abbiamo in mano materiale per sviluppare ulteriori e importanti indagini che ci consentiranno di infondere quella fiducia che la gente chiede nelle istituzioni". Il Procuratore aggiunto Borrelli ha ricordato, infine, che la Dda ha un "quadro assolutamente chiaro. Così come è avvenuto per Lamezia Terme anche a Vibo Valentia siamo a conoscenza dei protagonisti dei fatti che sono avvenuti. Non abbiamo solamente il quadro completo sui fatti di sangue ma anche sui reati associativi sui quali, al momento, non stiamo procedendo". (ANSA)

 

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