Lunedì, 24 Settembre 2018
LAMEZIA TERME

Controlli a tappeto
per stanare
il latitante

  Non è stato ancora rintracciato Domenico Torcasio, 44 anni, ritenuto responsabile di tentata estorsione ai danni di due imprenditori lametini e che è riuscito a sfuggire al fermo emesso dalla Direrzione distrettuale antimafia di Catanzaro. I militari dell'Arma stanno continuando a setacciare il territorio, così come stanno seguendo diversi filoni per tentare di stanare il latitante e riuscire ad indviduare il covo dove ha trovato rifugio. Sul piano prettamente giudiziaro sono stati trasmessi alla Dda di Catanzaro i verbali degli interrogatori di garanzia degli altri indagati, e cioè di Giovanni Torcasio, 53 anni, difeso dall’avvocato Gianluca Careri; Nicola Gualtieri, 68 anni, difeso dall’avvocato Maria Bonaddio e Davide Saladino, 35 anni, difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Lucio Canzoniere. Alla Dda è stata trasmessa anche l’ordinanza con la quale è stata disposta la misura cautelare in carcere per tutti e tre, misura emessa dal giudice delle indagini preliminari Carlo Fontanzza, che ha ritenuto importanti le sommarie informazioni rese da Giovanni e Giuseppe Chirico, e dalle quali emerge come gli imprenditori «siano state vittime di plurime condotte estorsive protrattesi negli anni da parte di un gruppo criminale che loro stessi individuano nella cosca Gualtieri-Torcasio, estrinsecatesi in richieste e prelievi di beni senza pagamento ». Esposizioni suffragate dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che sono state riportate nel provvedimento di fermo e che «confermano le complessive ipotesi estorsive e danno conto degli apparnenti al gruppo criminale». Il giudice poi analizzando il comportamento dei singoli indagati rispetto ai «riscontri di polizia giudiziaria indicati nel provvedimento di fermo e riguardo ai danneggiamenti e alle intimidazioni cui furono vittima i Chirico », per quanto riguarda i capi d’imputazione relativi a Giovanni Torcasio fa riferimento «alle dichiarazioni dei Chirico circa le minacce implicite ed esplicite della consorteria criminale, che precludeva le richieste di pagamento per le forniture di materiale edile indirizzate alla famiglia Torcasio», mettendo in evidenza «la condotta dell’indagato che dal 2000 al 2010, in più occasioni, come indicato da Chirico Giuseppe in data 19.11.2012, ha richiesto forniture di beni in nome di Giovanni Torcasio e dei fratelli, senza pagamento, nell’ambito della complessiva intimidazione riferita dai fratelli Chirico».

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