Domenica, 23 Settembre 2018
VIBO

D’Agostino e sette
assessori fuori
dal Pdl

d'agostino, Catanzaro, Calabria, Archivio

Le reazioni sono scattate lo stesso giorno in cui sono state ufficializzate le liste in vista delle elezioni politiche. La mancata candidatura del sen. Francesco Bevilacqua e nello stesso tempo nessuna presenza in posizione utile di esponenti della provincia di Vibo Valentia ha fatto il resto. Il Pdl provinciale è letteralmente esploso. Il sindaco Nicola D’Agostino e sette assessori hanno aderito a Fratelli d’Italia, il movimento messo in piedi da Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa. Un passaggio che è stato trattato a livello romano dallo stesso sen. Bevilacqua e che sarà motivato nei prossimi giorni con una manifestazione di respiro regionale alla presenza della Meloni, La Russa e Crosetto. A lasciare per prima il Pdl, offesa dal trattamento che il coordinatore regionale Scopelliti ed i vertici nazionali del partito hanno riservato al territorio vibonese, è stata Caterina Macrì che ha annunciato la sua decisione in aperto consiglio comunale. Ieri è stata la volta di D’Agostino, degli assessori Pietro Comito (Ambiente), Marcello De Vita (Cultura), Nicola Manfrida (Tributi), Nazzareno Rubino (Affari generali), Giorgio Modafferi (Lavori pubblici) e Giuseppe Scianò (Bilancio) che fino all’altro ieri ricopriva l’incarico di coordinatore cittadino, dal quale si è dimesso. Aderisce al movimento Fratelli d’Italia anche Nicolino La Gamba, che alle ultime elezioni amministrative si è schierato dalla parte di D’Agostino con la lista civica “Patto per il Vibonese”. Rimane ancorato al Pdl un solo componente della giunta, l’assessore Pasquale La Gamba, con delega ai Grandi eventi. Lo stesso assessore è uno dei candidati alla Camera dei deputati, anche se la sua posizione viene data in posizione «non utile». Ma qualora il Pdl dovesse vincere le elezioni le cose si ribalterebbero. La fuga dal Popolo della Libertà rischia di creare dei problemi di stabilità all’esecutivo di palazzo “Luigi Razza”. Per il momento nessuno ha il coraggio di uscire allo scoperto ma la tensione è piuttosto alta. La maggioranza dei consiglieri sembra ancorata al Pdl ed è pronta a chiedere una verifica a tutto campo al sindaco. Perché gli assessori che hanno aderito a Fratelli d’Italia di fatto non trovano consensi tra i consiglieri. In questo caso D’Agostino potrebbe trovarsi nelle condizioni di dover azzerare l’esecutivo e uniformarsi alle esigenze del gruppo di maggioranza. Se ciò non dovesse avvenire allora è chiaro che l’amministrazione D’Agostino potrebbe avere pure vita breve. Ieri pomeriggio a palazzo “Luigi Razza” si è riunito il gruppo consiliare alla presenza del coordinatore provinciale Nazzareno Salerno per riflettere sulla bufera che in questo momento sta investendo il Pdl. Salerno ha ribadito che si lavorerà per «salvaguardare la dignità del partito» e che si farà di tutto per continuare a amministrare la città. Naturalmente cambieranno i rapporti con quanti hanno aderito a Fratelli d’Italia, «con loro tratteremo da alleati». Nel frattempo il Pdl che in questo momento conta su un coordinatore (Nazzareno Salerno) e un vice coordinatore (Alfonsino Grillo) entrambi vicini al presidente Scopelliti ha provveduto a tamponare la falla apertasi con le dimissioni da coordinatore cittadino di Giuseppe Scianò. Al suo posto è stato nominato quale commissario del Pdl cittadino Giuseppe Patania. Una mossa tempestiva quella del coordinatore provinciale per cercare di non lasciare caselle vuote in un momento in cui il partito si accinge a sostenere una difficilissima campagna elettorale dal risultato ancora incerto.

 

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