Lunedì, 24 Settembre 2018
S. ANDREA (CZ)

Ritrovano il cane
dopo un anno grazie
al “fiuto” dei Cc

pastore tedesco, scomparso, Catanzaro, Calabria, Archivio

Da circa un anno non avevano più notizie del loro cane, un esemplare femmina di pastore tedesco. Poi, qualche settimana fa, ecco arrivare una telefonata dei carabinieri dalla sponda tirrena della Calabria, con la quale i militari comunicavano di aver rintracciato un cane il cui microchip indicava la provenienza e i proprietari dell’animale, che era svanito nel nulla un pomeriggio qualunque, dopo che i proprietari lo avevano fatto uscire per la consueta passeggiata sul lungomare di San Sostene. La famiglia, di Sant’Andrea Jonio ma con una casa nella Marina di San Sostene, aveva denunciato la scomparsa del cane, che una volta uscito non aveva più fatto ritorno nel giardino di casa, come era solito fare. Da allora nessuna traccia del pastore tedesco, tanto che i proprietari si erano oramai rassegnati alla sua scomparsa. Si sa, infatti, che il legame di affetto che si instaura tra il cane e il suo padrone è molto forte. Non sono pochi i casi straordinari di animali che ritrovano la via di casa anche in situazioni estreme o, addirittura, che arrivano a salvare i propri padroni che si trovano, magari, in difficoltà. In questo caso, invece, l’aiuto della tecnologia, e il rispetto delle regole da parte dei suoi padroni, ha fatto sì che il cane potesse fare ritorno a casa. I carabinieri che avevano trovato il pastore tedesco nella zona dell’entroterra reggino tra Cinquefrondi e Rizziconi hanno eseguito degli accertamenti sull’animale, che era in compagnia di un gruppo di persone senza fissa dimora, scoprendo la sua “identità” e contattando subito la famiglia di Sant’Andrea, che ha accolto di buon grado la notizia. L’animale, dopo mesi e mesi di peregrinazioni, ha così ritrovato i suoi padroni. Un poco spaesato ma sostanzialmente in buone condizioni, ha subito ripreso confidenza con loro e, in questo momento, sta recuperando il terreno perduto sul fronte delle attenzioni e del cibo. Il caso è una buona dimostrazione di come le norme vigenti in materia di possesso dei cani - che devono essere muniti di certificati d’identità, microchip e vaccinazioni - siano efficaci e improntate al rispetto degli animali, che non sono dei “pelouche” ma degli esseri viventi che devono essere seguiti con responsabilità.

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