Domenica, 23 Settembre 2018
CROTONE

Droga venduta anche
in ospedale

di
droga, Catanzaro, Calabria, Archivio
droga crotone

Fumo buono - Good smoking, hanno chiamato gli investigatori l’inchiesta antidroga venuta alla luce ieri mattina (ne parliamo anche a pagina 22). Ieri all’alba sono state notificate sedici ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip Franco Russo Guarro su richiesta del procuratore della Repubblica Raffaele Mazzotta e del suo sostituto Enrico Colagreco che hanno coordinato l’attività degli investigatori della Squadra mobile della Polizia di Stato diretta dal vicequestore aggiunto Cataldo Pignataro. Ed i discorsi sulla qualità del “fumo” (così in gergo si indica l’hascisc) ricorrono più volte nei colloqui (intercettati dalla Polizia di Stato), tra il principale indagato (Francesco Marseglia) ed alcuni suoi interlocutori: «Guarda come è fresco questo fumo Salvatò e guarda..», dice Marseglia al suo presunto complice Salvatore Attivissimo in un colloquio del 27 marzo 2012, trascritto sull’ordinanza del gip che definisce (d’accordo con la tesi della Procura), Francesco Marseglia «figura centrale dell’indagine». Del resto quasi tutte le conversazioni captate durante le fasi dell’indagine dagli investigatori, vedono protagonista il 28enne che lavora come manutentore all’ospedale civile San Giovanni di Dio. E qui secondo gli inquirenti Marseglia avrebbe a volte anche nascosto la droga che secondo l’accusa avrebbe ceduto poi ad altri. Marseglia al quale secondo l’accusa la droga in alcuni casi sarebbe stata fornita e addirittura imposta dal cognato Mario Cimino e da Antonio De Biase (ambedue arrestati ieri), pare essere ossessionato dalla qualità dello stupefacente. Tant’è che in un’intercettazione del 29 marzo 2012 raccontando all’amico Salvatore Attivissimo (anch’egli arrestato) di un colloquio avuto col cognato Cimino e con De Biase, gli racconta: «Sai che gli ho detto? Io me lo prendo che me lo prendo che non ne tengo proprio così gli ho detto, però ti posso dire una cosa, se io piglio il fumo e non è buono te lo torno indietro, e mi risponde Tonio di questi problemi non devi avere». Sempre nel prosieguo dello stesso colloquio Marseglia dice ad Attivissimo: «Ti ricordi che ti ho detto all’Isola non è buono quel fumo e glielo ridato, lo sai perchè sono andato a prendere due panetti? Perchè gliel’ho dato ad un nero ». Quest’ultima frase per gli inquirenti si riferirebbe ad un presunta cessione di hascisc che Marseglia avrebbe fatto al giovane nigeriano Rapulichi Okoye (finito ai domiciliari ieri mattina). Dall’episodio che vede coinvolto il 25enne africano ha preso il via l’inchiesta della Squadra Mobile che contesta a Marseglia anche la presunta cessione a un minorenne di una quantità imprecisata di marijuana che il ragazzino avrebbe dovuto poi rivendere. Nell’ordinanza viene riportata una intercettazione di un colloquio tra lo stesso Marseglia e un minorenne del 21 marzo 2012. Nella trascrizione l’indagato dice tra le altre cose al minore parlando secondo gli inquirenti di stupefacente: «Vedi che sono 35 grammi anzi 37 sono (...) e fatti il conto quanti sono allora questi 30 grammi, metti a 6 euro, dai ti faccio pure la benedizione, sono 130 mi segui?». Da un altra conversazione telefonica che Marseglia ebbe con un paramedico, gli inquirenti desumono che sarebbe avvenuta una cessione di droga da Marseglia all’altro dipendente ospedaliero che avrebbe acquistato 8 grammi di hascisc per 60 euro. Ma nella voluminosa ordinanza che riporta solo una minima parte delle centinaia di conversazioni intercettate dagli investigatori, ci sono brandelli di dialoghi tra Marseglia, Attivissimo, Vona e tutti gli altri indagati o arrestati nell’inchiesta “Good smoking”. Ieri mattina infatti gli arresti in carcere oltre che per il 28enne, sono scattati nei confronti di: Maurizio Anania (51 anni); Salvatore Attivissimo (30 anni); Mario Cimino (30 anni); Antonio De Biase (43 anni); Mauro De Luca ( 40 anni); Domenico Vona (26 anni). Sono finiti in carcere anche Pietro Blasco (42 anni), Bruno Cristodaro (26 anni), e Pasquale Pullano, 36 anni, tutti di Isola Capo Rizzuto. Mentre gli arresti domiciliari sono stati disposti dal gip per: Antonio Ceraudo (52 anni, di Mesoraca); Silvestro Corigliano (39 anni, di Crotone); Giuseppe Elenio Criniti (35 anni, di Catanzaro); Pasquale D’Agostino, (47 anni di Crotone); Ciro Tufano (29 anni, di Crotone); Rapulichi Okoye (nigeriano di 25 anni domiciliato al centro di accoglienza di Sant'Anna). Marseglia era già stato stato arrestato il 14 giugno dello scorso anno dagli agenti della Mobile che controllavano tutti i suoi movimenti. In quella circostanza che rappresenta secondo il gip «l’epilogo dell’attività d’indagine », il 28enne di ritorno da Isola Capo Rizzuto venne sorpreso con poco più di un etto di hascisc. Secondo le conclusioni che hanno messo nero su bianco gli inquirenti nell’ordinanza, quel giorno Marseglia si sarebbe procurato la droga ad Isola Capo Rizzuto da Pasquale Pullano che gliel’avrebbe fornita tramite un suo incaricato. Ma oltre a Marseglia anche Domenico Vona, secondo la ricostruzione dell’accusa avrebbe avuto il compito di procurarsi marijuana ed hascisc da rivendere in città. Tant’è che Vona si sarebbe recato ad Isola Capo Rizzuto il 16 maggio 2012 per procurarsi la droga acquistandola da Pullano, tramite Cristodaro. Sarebbe invece considerato un rivale, Pietro Blasco di Isola detto “Sbamba” la cui attività si lamentava Marseglia, avrebbe causato perdita di clientela. Ma Marseglia in una conversazione cita Blasco anche per la cattiva qualità del “fumo”: «Sì è molto più leggero e puzza pura», dice a Cimino. Il 28enne parla invece di «un’erba buona micidiale», prima di contattare («il compare mio»), Antonio Ceraudo di Mesoraca (ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta). E si parla della qualità della merce anche in un colloquio con un presunto acquirente di Catanzaro (Giuseppe Elenio Criniti, finito agli arresti domiciliari) al quale Marseglia chiede di pazientare: «Vuoi il fumo a due euro? Te lo posso andare a prendere ora, non è buono». Poi conclude: «Questo è buono quello che abbiamo noi è il ferrari».

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