Venerdì, 21 Settembre 2018
PLATANIA

Incidente nel bosco,
condannato Careri

di
careri, ferrise, platania, Catanzaro, Calabria, Archivio

 Condannato a 9 mesi e 10 giorni di reclusione Domenico Careri, l’autista del camion furgone Iveco “Daily” che nel pomeriggio del 10 luglio di due anni fa uccise Dora Ferrise dopo essere stata travolta dal mezzo mentre stava trascorrendo una tranquilla domenica in campagna col “Gruppo Micologico” nel rifugio del Corpo forestale dello Stato in località Colle Zingari, tra i boschi del Reventino, a 900 metri dal Passo di Acquabona nel Comune di Platania. Probabilmente la rottura dei fremi fece mettere in movimento il furgone che era parcheggiato, e nella sua corsa senza controllo piombò su una tavolata di dieci persone. Dora Ferrise morì schiacciata dal mezzo. Era lametina, aveva 58 anni e faceva parte del gruppo che con una quarantina di iscritti s’era riunito in campagna. Nell’incidente che si verificò intorno alle 13.30, in piena ora di pranzo, rimasero ferite altre tre donne, che si trovavano sedute accanto alla Ferrise, e riportarono delle ferite lacero contuse su tutto il corpo. Il proprietario del camion dopo le indagini fu rinviato a giudizio perché da conducente per negligenza, imprudenza e comunque per inosservanza delle norme di comportamento del codice della strada parcheggiò l’autocarro su una strada sterrata in pendenza ed in un’area dov’era in corso una riunione di tante persone, senza premurarsi dell’effettiva staticità del mezzo, nè dell’efficienza del freno a mano e senza sterzare le ruote, comportamento a causa del quale l’autocarro in libera corsa e fuori da ogni controllo investiva tanta gente, tra cui Dora Ferrise. La donna riportò un trauma toracico con fratture delle costole che le bucarono i polmoni e il cuore, con lo spappolamento del fegato. La morte è stata istantanea. A distanza di circa tre anni dalla tragedia arriva la sentenza di condanna pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare Carlo Fontanazza su istanza del pubblico ministero Luigi Maffia e dell’ avvocato Francesco Murone difensore dell’imputato che ha ottenuto il patteggiamento. L’autista condannato dovrà pagare anche le spese processuali e risarcire Danilo Curcio, il figlio della vittima costituito parte civile e difeso dall’avvocato Domenico Folino. Ora anche Danilo Curcio, come i familiari Salvatore Curcio marito della defunta e Giancarlo e Antonella Curcio e le sorelle della Ferrise, che hanno iniziato un giudizio civile con udienza fissata per il prossimo 22 maggio davanti al giudice Stefania Fontanarosa, chiederannò il risarcimento per i danni non patrimoniali subiti sempre attraverso l’avvocato Folino. Il gruppo micologico era arrivato nel rifugio del Corpo forestale intorno alle 10 per una gita fuori porta mangiando tutte le cose buone che s’era preparato a casa. Doveva essere una nomale e tranquilla giornata da trascorre nel verde delle montagne del Reventino, invece si trasformò in una tragedia. Sarebbe potuta diventare una vera e propria strage se uno dei gitanti non avesse lanciato l’allarme vedendo il camion che si dirigeva dritto contro la tavolata, a marcia indietro. Molti ebbero la possibilità di mettersi al riparo evitando d’essere investiti dal mezzo pesante. Il furgone era servito per trasportare i tavoli e le sedie dove si accomodorano i commensali. Tutto accadde all'improvviso, nessuno avrebbe potuto immaginare nel clima gioioso tra amici che quel camion si potesse trasformare in una micidiale macchina di morte.

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