Martedì, 25 Settembre 2018
LAMEZIA TERME

«Mi hanno teso una
trappola nell’aula»

gianni speranza, Catanzaro, Calabria, Archivio
gianni speranza

«Si vuol fare campagna elettorale sulla mia pelle, questo non lo permetterò». Gianni Speranza reagisce agli attacchi concentrici sferrati lunedì scorso in consiglio comunale sia dal “fuoco amico” di centrosinistra, sia dalla minoranza che poi però l’ha sostenuto con un documento anomalo che in qualche modo gli garantisce di continuare a governare almeno fino al prossimo anno, quando si dovrebbe andare al voto in giugno con le europee. Il sindaco un po’ dimostra la sua controffensiva: «Non ci sto a fare l’imputato come in un tribunale »; un po’ lancia carezze ai consiglieri: «Sono disponibile al dibattito democratico su tutti i punti del mio nuovo programma ». È molto nervoso, grida un po’, si sbraccia, ma poi sorride quando qualcuno spegne per sbaglio le luci della stanza durante la registrazione di un’intervista ad una Tv locale. Ad affiancare il primo cittadino in conferenza stampa nella sala giunta gli assessori Gianni Gallo e Giusi Crimi, il manager politico Nuccio Iovene, il consigliere Emilio Vescio, e il suo staff di segreteria. Lunedì in aula il centrosinistra s’è sgretolato; tra opposizione e schegge di maggioranza ci sarebbero stati circa 20 consiglieri che con le loro dimissioni avrebbero provocato lo scioglimento immediato dell’assemblea. Ma 15 esponenti di minoranza hanno sottoscritto un documento: meglio Speranza che i commissari, dovendo per forza votare nella prossima primavera. Un anno esatto.

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