Domenica, 14 Agosto 2022
stampa
Dimensione testo

Archivio

Home Archivio Il boss “Capurandi” lo zio “Cacà”o“Cecè”, l’altro zio “Millelire”, l’estortore “Porchetta”
OP. PERSEO

Il boss “Capurandi”
lo zio “Cacà”o“Cecè”,
l’altro zio “Millelire”,
l’estortore “Porchetta”

giampà, Catanzaro, Calabria, Archivio

Il linguaggio cripticodella ‘ndrangheta è tipico delle organizzazioni criminali e di chi ha i elevata esperienza delinquenziale. Serve a comunicare tra loro senza fare nomi e cognomi, perchè... c’è sempre qualcuno di troppo che potrebbe ascoltare. Dal fascicolo giudiziario di “Perseo” emerge come esponenti di primo piano della famiglia “Giampà” usavano alias in codice e soprannomi per indicare capi e i gregari. Tra gli atti anche un’informativa redatta dagli agenti della sezione criminalità organizzata della questura di Catanzaro che illustra l’attribuzione degli alias con i quali venivano indicati i componenti della cosca. Una ricerca che ha consentito alla squadra mobile di compilare delle schede in cui sono riportati i nomignoli con i quali il giovane boss Giuseppe Giampà ed altri affiliati venivano indicati dai componenti della famiglia, emersi dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e dalle intercettazioni. Un gergo che emerge dall'ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Catanzaro che ha portato in carcere un mese fa 65 persone. Da questo attento esame è emerso che Giuseppe Giampà, figlio di Francesco “il professore”, capo storico della cosca e da anni in galera, veniva indicato con diversi appellativi: Capone, Capurandi, Principale, Presidente, Peppe, Number one e Numero uno.

© Riproduzione riservata

TAG:

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook