Martedì, 05 Luglio 2022
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PALAZZO CHIGI

Renzi saluta
dal balcone
scolaresca di Vibo

renzi, scuola vibo, Catanzaro, Archivio, Cronaca

 

Tre anni fa era stato fermato e denunciato dai Carabinieri per furto di energia elettrica, ora è stato assolto con formula piena e annuncia una richiesta di risarcimento danni. Protagonista della vicenda è Giuseppe Ferraina, 57 anni, di Girifalco (Cz). Per il Tribunale di Catanzaro, che ieri ha pronunciato la sentenza di assoluzione, i fatti contestati a Ferraina, dipendente dell’Asp di Catanzaro e titolare di un’attività imprenditoriale, non costituiscono reato. L'uomo aveva acquistato un locale in precedenza abitato da un inquilino moroso nei confronti dell’Enel e, per quanto riguarda la fornitura dell’acqua, del Comune. Dalla documentazione esaminata dai giudici del Tribunale, è emerso che l’allaccio alla rete elettrica era regolare e il mancato pagamento della fornitura era da attribuire all’inquilino precedente, un disabile psichico del posto. Ciononostante, Ferraina era stato sottoposto a fermo ed aveva trascorso due giorni nella camera di sicurezza della caserma dei Carabinieri di irifalco, prima che il giudice lo rimandasse a casa. 
"Sono stati - dice - tre anni d’inferno, ma finalmente la giustizia ha dimostrato la mia estraneità ai fatti. Io, mia moglie e i miei figli siamo persone molto note in paese e questo ci ha causato non pochi disagi". Assistito dall’avvocato Emilio Vitaliano, Ferraina ha ottenuto il riconoscimento della su innocenza. Chiuso il capitolo giudiziario, il protagonista della vicenda intende aprire quello del risarcimento. "La mia attività - dice - ha subito dei danni, perchè l’intervento dei Carabinieri e dell’Enel comportò il distacco della luce per alcuni minuti e questo comportò la perdita di dati importantissimi dai computer aziendali. Inoltre io e la mia famiglia abbiamo dovuto sopportare molte amarezze. Per questo - aggiunge - voglio che lo stato si assuma le sue responsabilità e mi risarcisca dei danni subiti". (AGI)

 

Fuoriprogramma con una scolaresca di  Vibo Valentia per il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e per il premier Matteo Renzi. All’arrivo a Palazzo Chigi per il Cdm, Giannini si è imbattuta in due classi di quarta e quinta elementare in gita nella capitale. «E' l’ultimo giorno di scuola?», ha domandato ai bambini che le hanno raccontato che per loro le vacanze inizieranno solo il 15 giugno. «Presidente Renzi, presidente Renzi», hanno poi gridato gli studenti. E il premier si è affacciato a salutarli, trasformando in gioco la sosta in piazza Colonna. «Renzi, Renzi», hanno urlato un’altra volta i bambini. E il presidente è di nuovo comparso alla finestra per domandare la loro provenienza. (ANSA).

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