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Concorso truccato? I retroscena in un ricorso

 È un ricorso straordinario al Capo dello Stato (presentato e successivamente ritirato) a gettare ombre sulla regolarità di uno dei concorsi pubblici più importanti svoltosi negli ultimi anni a palazzo “Luigi Razza” nel settore dell’area amministrativa (categoria D1). L’esposto non ha mai sortito alcun effetto perché nel giro di poco tempo è venuto meno «l’interesse» dei ricorrenti poiché gli stessi hanno ottenuto l’assunzione per via dello scorrimento della graduatoria. Un particolare che ha fatto venir meno tutte le ragioni degli interessati. Da quanto emerge anziché due posti, per come previsto dal bando, il Comune, tenendo conto del fabbisogno dell’Ente, ha ritenuto di chiamare in servizio anche i candidati che si erano piazzati al terzo e quarto posto della graduatoria. Ma sono i contenuti di quel ricorso, elencati e descritti in maniera dettagliata e posti all’attenzione del presidente della Repubblica, che rendono piuttosto inquietante l’intera vicenda, anche alla luce delle recenti azioni del prefetto Giovanni Bruno che ha chiesto tutti gli atti relativi ai concorsi pubblici espletati al Comune negli ultimi cinque anni. In particolare uno dei firmatari del ricorso, dopo aver preso visione di tutte le pratiche attraverso una regolare richiesta di accesso agli atti, aveva evidenziato che l’elaborato «della terza candidata risultava essere stato interamente copiato riproducendo, pressoché “ad litteras”, finanche nella punteggiatura, il contenuto del manuale “istruttore direttivo e funzionario degli enti locali – Area amministrativa –categoria D – manuale completo – Edizione Simone – codice 328/2, alle pagine 87, 88, 134, 135, 282». Lo stesso elaborato, sulla base di quanto veniva annotato dall’interessato presentava «gravi errori di ortografia, assolutamente inammissibili in u concorso relativo al profilo professionale da rivestire (e comunque in qualsiasi tipo di concorso, anche di categoria inferiore)». Nel ricorso, inoltre, venivano menzionati altri elementi che a parere del ricorrente avrebbero dovuto portare all’annullamento di quel testo. Lo stesso, secondo quanto emerge, presentava «numerose cancellature e marcature e scrittura oltre i margini del foglio, tutti elementi identificabili come potenziali segni di riconoscimento, assolutamente vietati nelle procedure concorsuali ». Lo stesso ricorrente sulla base di una serie di presunte «illegittimità» degli atti chiedeva al Capo dello Stato l’annullamento «in via preliminare del concorso e la sospensione dell’efficacia della graduatoria impugnata», nonché «l’annullamento del provvedimento relativo alla selezione pubblica per esami per la copertura di due posti a tempo pieno ed indeterminato nel profilo professionale di Istruttore direttivo amministrativo (cat. D) con cui al candidato secondo classificatosi era stata attribuito il relativo punteggio». Una serie di richieste e di presunte irregolarità sulle quali non c’è stato alcun seguito ma che ora di fronte all’interessamento del Prefetto tutto potrebbe riemergere e passato al vaglio degli uffici territoriali del governo per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco. Il concorso in questione sul quale in questi giorni stanno emergendo tanti retroscena fino a pochi giorni fa sconosciuti si è svolto nel 2011.

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