Martedì, 28 Gennaio 2020
stampa
Dimensione testo

Archivio

Home Archivio Ospedale, infermieri allo stremo
VIBO

Ospedale, infermieri
allo stremo

 Il patchwork della sanità infinito come la tela di Penelope. Pezze che si aggiungono e si tolgono a una coperta che rimane però sempre corta. Un esempio eclatante i 50 infermieri professionali andati in pensione dal 2009 a oggi e mai reintegrati, oppure la carenza assoluta di operatori socio-sanitari cristallizzata in un “meno 80 per cento”, senza considerare l’età media del personale infermieristico attestata intorno ai 55 anni. Un quadro destinato a precipitare tra qualche anno quando in pensione andranno altri 70 infermieri professionali congelati al loro posto dalla legge Fornero. Numeri e non solo, perché dietro ognuno di esso vi è un dipendente e avanti a questo un utente bisognoso di cure, attenzioni e di parole di conforto. Ma il sistema sanitario sembra muoversi soltanto lungo i binari dei numeri, o meglio delle cifre. Quelle sempre in rosso annotate nella black-list del Patto di stabilità o di rientro che dir si voglia. Insomma l’obiettivo è di far quadrare i conti anche se, nella maggior parte dei casi, la “quadratura” finisce col pesare più d’ogni altro sulle spalle di infermieri professionali e medici. Cioè del personale, di quello in servizio reale e non virtuale nelle corsie ospedaliere. Una situazione che rischia di sfuggire di mano e che, nei giorni scorsi, è stata al centro di un consiglio direttivo del Collegio Ipasvi presieduto da Stefano Moscato. I rappresentanti degli infermieri professionali, degli assistenti sanitari e delle vigilatrici d’infanzia hanno tastato il polso della situazione e il risultato emerso è degno di attenta riflessione considerato che il personale è molto spesso costretto a fare il doppio-turno, a saltare il giorno di riposo e a trattenersi in servizio per straordinario che non viene retribuito. Ciliegina sulla torta le ferie, un miraggio per buona parte del personale infermieristico che riesce a fare, grazie ai salti mortali dei colleghi, le due o tre settimane canoniche ma non riesce a smaltire il monte ferie accumulato negli anni. Una spirale nel cui vortice si ritrovano gli infermieri professionali in servizio all’ospedale civile «sottoposti a un continuo stress – spiega Moscato – a un disagio quotidiano che il Collegio Ipasvi fa suo per sollecitare con forza un cambiamento di rotta. Comprendiamo i problemi in cui si dibatte la sanità, non solo quella vibonese ma anche quella regionale, ma è anche vero che in queste condizioni non si può andare più avanti perché il nostro malessere, nonostante gli sforzi, rischia di ripercuotersi negativamente sul rapporto copn gli utenti».

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook