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LAMEZIA

Torcasio e le armi utilizzate dalla cosca Giampà

 È prevista a fine marzo 2015 la sentenza relativa agli imputati coinvolti nel processo “Perseo”, in corso di svolgimento davanti alla sezione penale del tribunale lametino, che hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario, a differenza degli altri indagati che hanno scelto il giudizio abbreviato (processo che riprenderà il 2 ottobre davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Catanzaro e che vede imputati 43 indagati). Nel processo ordinario gli imputati sono 23 e saranno giudicati dal collegio composto da Carlo Fontanazza presidente, Francesco Aragona e Tania Monetti a latere, a conclusione delle 42 udienze fissate dai giudici, che termineranno a fine marzo del prossimo anno. Il processo nei confronti dei 23 imputati riprenderà giovedì prossimo con l’a u d izione degli ultimi testi dell’accusa e poi proseguirà nel mese di ottobre con tre udienze che si terranno il 10, il 17 e 24, per poi riprendere a novembre con altre tre udienze previste per il 7, 14 e 28. Nel mese di dicembre saranno due le udienze che si terranno il 5 e il 12. A gennaio del 2015 il collegio ha previsto quattro udienze nei giorni 9,16,23 e 30. Febbraio e marzo saranno i mesi più intesi perché sono previste complessivamente 16 udienze ed esattamente nei giorni 3, 6, 10, 13, 17, 20, 24 e 27. “Perseo” è un processo che nasce soprattutto dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che hanno svelato agli investigatori il fulcro degli affari della cosca Giampà: e cioè lo spaccio di droghe e le estorsioni agli imprenditori della città. Ma il clan organizzava anche numerose truffe alla compagnie assicurative denunciando incidenti stradali mai accaduti. Falsificando tutto: dalle testimonianze alle attestazioni delle autocarrozzerie, dai certificati medici all’a s s istenza legale. Il provente delle truffe, come riferì Giuseppe Giampà, era utilizzato per pagare i killer della cosca. Molti degli imputati in entrambi i filoni del processo “Perseo” sono stati condannati in primo grado nell’operazione “Medusa”. Ad incastrarli sono state le dichiarazioni di tanti pentiti, i cui verbali sono allegati al procedimento. In particolare, sono 173 i verbali dei collaboratori di giustizia inseriti nel procedimento “Perseo”. I più consistenti sono quelli di Angelo Torcasio, presente con ben 25 verbali, e Giuseppe Giampà con 27.

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